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Shopping e mercatini

Liguria

Le botteghe tessili di Via di Scurreria

Via di Scurreria si snoda tra piazza San Lorenzo e piazza Campetto nel cuore pulsante della Genova storica.

25 luglio 2022

Un tempo ospitava laboratori e officine di indoratori, setaioli e scudai. Da questi ultimi deriva il nome della cosiddetta “contrada scutariae”. Oggi qui si trovano alcune delle più antiche botteghe tessili della città insieme a vecchie mercerie con atmosfere d’altri tempi ancora autentiche.

1. La strada di Giò Giacomo Imperiale

Rispetto ai vicoli intorno, via di Scurreria è più ampia e regolare anche se si trova proprio nella zona medievale. La sua apertura risale al 1584, quando Giò Giacomo Imperiale, poi eletto Doge nel 1617, volle collegare la sua residenza di Campetto alla cattedrale di San Lorenzo poco lontana e creare un accesso più prestigioso al proprio palazzo.

Per aprire la via furono abbattuti edifici precedenti a spese di Giò Giacomo, ricordato da una targa di marmo in fondo alla strada. Li acquistò apposta per demolirli e poi donò la via alla città, che gli concesse di chiamarla con il nome della sua famiglia, via Imperiale. Gli abitanti, però, continuarono a chiamarla via di Scurreria.

2. Le botteghe tessili di ieri

Con il tempo gli scudai chiusero, mentre i setaioli prosperarono. Specialmente quelli toscani, considerati i più esperti nella lavorazione e nel commercio dei tessuti. Uno slargo lungo la strada era noto all’epoca proprio come piazzetta dei Toscani.

Qui si trovava la bottega di Paolo da Novi, tintore di seta che nel 1507 fu il primo Doge a elezione popolare, poi a capo della ribellione contro i francesi. Fece una brutta fine quando la Francia riconquistò il potere e il Doge finì rinchiuso nella torre del Popolo, o Grimaldina, prima di essere giustiziato davanti al Palazzo Ducale.

3. Le botteghe tessili di oggi

La tradizione dei setaioli si è conservata intatta nel tempo, anche se con qualche inciampo. Qui si trovava un negozio storico di tessuti, L’Angolo di Scurreria, che dopo aver chiuso i battenti è stato riaperto con un nuovo nome, Le Tele. È solo una delle botteghe tessili ancora attive su questa via.

Un’altra è Rivara, aperta nel 1802 all’angolo con piazza San Lorenzo. L’ingresso è sulla piazza, le vetrine su via di Scurreria. Fa parte dei negozi iscritti all’Albo delle Botteghe Storiche che riunisce gli esercizi in attività da più di 70 anni che abbiano conservato arredi, attrezzature e architetture originali.

Da Rivara si vendono ancora i mezzari genovesi, drappi decorati che le donne di Genova usavano come mantelle per coprire il capo e parte del corpo secondo un’usanza importata dall’oriente già nel ‘500. Nel negozio si conservano il bancone ottocentesco in noce lungo 5 metri, lenzuola antiche e ricami d’epoca insieme ai vecchi libri contabili che riportano tra i clienti molti nomi illustri della Genova dell’800.

Storica è anche l’antica bottega Pescetto fondata da Nicolò Pescetto nel 1899 per vendere sete e altri tessuti. La vecchia sede di via San Lorenzo fu trasferita qui nel 1922 dai figli di Nicolò che aggiunsero all’offerta anche la camiceria. Oggi è un negozio di abbigliamento che conserva tutti gli archivi storici dell’azienda a cui attinge per confezionare capi classici e senza tempo, ma con un tocco contemporaneo.

Oltre all’abbigliamento moderno ha un reparto vintage con capi dagli Anni 60 agli Anni 80 ma ancora nuovi, tutti con cartellino del prezzo originale. Si conservano anche, ma non sono in vendita, costumi da bagno in lana degli Anni 30 e un maglione del 1953 creato per la prima scalata sull’Everest. In vendita sono invece i foulard Genua con una stampa ispirata al centro cittadino com’era rappresentato nel ‘500. E già che siete in vena di far spese, date un’occhiata al camerino storico con la scusa di provare qualcosa.