Durante l’estate, è facile muoversi lungo la costa del Friuli Venezia Giulia senza doversi affidare alle auto: piste ciclabili e linee marittime collegano le località balneari e lagunari, mentre con altri servizi ferroviari e di autobus si possono facilmente raggiungere le città e i borghi dell’interno. Servizi privati di noleggio di imbarcazioni o escursioni organizzate in battello fanno invece scoprire l’altra faccia del nostro litorale: la splendida laguna, la sua natura e la sua cucina.
La costa in barca
La rete di servizi marittimi del Friuli Venezia Giulia permette di scoprire la riviera regionale evitando il traffico e apprezzando invece la bellezza del paesaggio. Per ciascun percorso ci sono almeno due corse giornaliere, una al mattino e una al pomeriggio: perciò, è possibile muoversi in entrambe le direzioni. E tutto a prezzi accessibili, che vanno, in base al tragitto, dagli 8 ai 25 euro per un viaggio di andata e ritorno in giornata! Inoltre, in tutte le imbarcazioni è consentito il trasporto delle bici: arrivati all’approdo, si può quindi proseguire pedalando alla scoperta del territorio.
Le linee marittime che percorrono il golfo di Trieste, dove l’altopiano carsico incontra l’Adriatico producendo maestose falesie, collegano Trieste con Monfalcone, la città dei cantieri navali. Qui puoi visitare il MuCa, l’unico museo italiano della cantieristica, e il quartiere di Panzano, costruito per ospitare operai e dirigenti del cantiere.
Approdi intermedi permettono invece di fermarsi a Sistiana per passare una giornata in spiaggia, o di raggiungere i castelli di Duino e Miramare. Se ti piace camminare, da Sistiana puoi arrivare a Duino anche a piedi, attraverso un sentiero di circa due chilometri che corre nella pineta sul ciglio della costa a strapiombo sul mare. È dedicato al poeta Rainer Maria Rilke, che fu ospitato da conti Thurm und Taxis nel loro castello tra il 1911 e il 1912. Le passeggiate tra le rocce e il mare nei dintorni del castello gli ispirarono i celebri versi delle Elegie duinesi.
Un brevissimo tragitto nell’altra direzione collega invece Trieste con Muggia, ultimo lembo di terra italiana a est in una zona che geograficamente è già Istria. Approdando nella pittoresca darsena, sei subito immerso in una suggestiva atmosfera di chiaro stampo veneziano: le architetture, ma anche il dialetto, i costumi e le tradizioni gastronomiche lasciano trapelare l’intenso legame storico con la Serenissima.
Da Trieste è possibile raggiungere anche Grado e Lignano Sabbiadoro con un servizio marittimo che naviga in mare aperto. Un altro servizio, un po’ più lento, collega le due località balneari della costa friulana percorrendo invece un tratto di laguna. Non si tratta solo di cambiare spiaggia: le differenze tra le due città sono soprattutto storiche e si riflettono nell’architettura e nell’urbanistica. Grado ha una storia antica: nata come gradus, cioè porto, dell’antica Aquileia qualche secolo più tardi diede rifugio proprio agli aquileiesi che scappavano da Attila e si trovò in seguito nella sfera di influenza di Venezia, di cui seguì le sorti. Passata nel XIX secolo tra i domini degli Asburgo d’Austria, divenne la loro località di villeggiatura preferita. Oggi, resti romani ed edifici paleocristiani si alternano a calli e piccole case di pescatori in pietra, trasformate talvolta in ristoranti e osterie dove si possono gustare le specialità della cucina locale. La storia di Lignano si colloca invece tutta nel Novecento, quando la località comincia a definirsi come meta turistica. Negli anni ’50, nel cuore della pineta prende forma una nuova area residenziale dalla futuristica visione dell’architetto Marcello D’Olivo, animato dal desiderio di costruire una città balneare capace di esprimere l’equilibrio tra l’uomo e la natura: si sviluppa attorno a una spirale di strade, attraversata da un asse che è il fulcro di tutte le attività commerciali e dei locali più alla moda.
La navigazione può proseguire da Grado fino ad Aquileia risalendo il fiume Natissa e da Lignano fino a Marano Lagunare attraversando la laguna.
La costa in bici
L’intera costa regionale è attraversata dalla ciclovia del Mare Adriatico. La prima tappa, di circa 80 km, inizia a Lignano Sabbiadoro e raggiunge Grado costeggiando la laguna; nel tragitto, si incontrano il borgo marinaro di Marano Lagunare e la cittadina di Torviscosa, costruita a partire dagli anni Trenta dalla SNIA Viscosa. Una breve deviazione consente di arrivare a Strassoldo, un borgo castellano inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Proseguendo, si attraversa Aquileia e si arriva quindi a Grado. Qui inizia la seconda tappa, di 68 km, che prosegue verso est per raggiungere prima la Riserva Naturale Valle Cavanata e poi la Riserva Naturale Foce dell’Isonzo, entrambe percorribili a piedi o in bicicletta tra i prati e gli alberi dell’antico bosco planiziale, la golena tra l’argine e il fiume Isonzo, la valle da pesca Valle Cavanata e poi ancora bacini salmastri e paludi dolci, canali, spiagge. I centri viste delle riserve sono attrezzati con percorsi dotati di passerelle sui canali e osservatori adatti al bird-watching. Superata Monfalcone, il fiume Timavo segna l'ingresso nel territorio del Carso triestino. Oltrepassato il Villaggio del pescatore si scorge il castello di Duino e poi il promontorio di Grignano, dove sorge in tutto il suo splendore il castello di Miramare, mirabile porta d'ingresso alla città di Trieste.
Lungo tutto il tragitto, la ciclovia incrocia una serie di altri percorsi minori, alcuni abbastanza brevi da poter essere fatti in giornata. Ci sono sia percorsi ad anello, quindi con partenza e arrivo nello stesso punto, sia lineari, che prevedono un rientro in barca o con altri mezzi pubblici abilitati al trasporto bici.
Tra escursioni e cucina tipica
Durante l’estate è possibile partecipare a diverse escursioni in barca, dalle uscite tra laguna e mare aperto al tramonto con bagno notturno finale, alla visita alle isole meno conosciute oppure a quelle più celebri, come quella utilizzata dalla troupe di Pier Paolo Pasolini e Maria Callas in occasione delle riprese di Medea. Altre proposte comprendono le attività di pescaturismo (con cena conclusiva per assaggiare il pescato del giorno), la risalita del fiume Stella in canoa, la visita della Area marina protetta di Miramare dove si può praticare lo snorkling accompagnati dalle guide WWF.
Per chi preferisce organizzarsi in autonomia, c’è la possibilità di noleggiare un’imbarcazione. Motoscafi (con o senza patente) e gommoni sono adatti per le escursioni in giornata, ma per una vacanza di alcuni giorni l’ideale sono le houseboat, barche abitabili completamente arredate ed equipaggiate che si possono guidare anche senza patente nautica. Sono adatte a tutti, famiglie, piccoli gruppi di amici, coppie, e permettono di scegliere il ritmo della propria vacanza e di combinare relax e attività ricreative a terra, garantendosi così qualcosa di nuovo e divertente ogni giorno.
Navigare in autonomia permette di scegliere il ristorante preferito: lungo tutta la costa regionale ci sono numerosi ristoranti con approdo, alcuni raggiungibili solo via mare. Ogni tratto della costa ha le proprie specialità: tra Lignano e Marano si assaggia il brodetto, piatto in cui il pesce viene privato delle spine e passato al setaccio per poter gustare senza difficoltà anche il “pesce povero”, ricco di spine ma anche di sapore. Piatto tipico di Marano è anche el bisato in spéo, l’anguilla allo spiedo, un piatto prelibato che prevede un lungo procedimento di cottura: l’anguilla viene tagliata a pezzetti, infilzati assieme a fettine di pane e foglie di alloro su bastoni di legno di tamerice. A Grado il piatto per eccellenza è il boreto a la graisàna: non una semplice zuppa di pesce, ma piuttosto un secondo, cucinato con il rombo o con un misto di vari pesci e abbinato a polenta bianca. L’utilizzo del pepe nero, un tempo preziosissimo, ci riporta poi ai legami antichi con Bisanzio o al contrabbando con i pirati che ne facevano incetta nelle galere dei veneziani. Pesce, certo, ma anche crostacei e molluschi: un posto importante è occupato dalle seppie, servite in umido o utilizzate per zuppe e insalate o, con il nero, per paste e risotti. Tra Trieste e Muggia bisogna assaggiare le cozze a la scotadeo, fatte saltare in padella finché si aprono, e gli scampi a la busara, cucinati con il pomodoro e uno dei vini tipici della zona, la malvasia istriana. Tra i pesci, quelli più diffusi nel golfo di Trieste sono le alici, che qui vengono chiamati sardoni e proposti fritti, impanati o in savor, cioè fritti e marinati con aceto e cipolla.