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Itinerario

Alla scoperta della natura della Val Conca

2 giorni camper sull’Appennino romagnolo

Tipologia
percorso in strada
Durata
2 giorni
Difficoltà
Facile
Periodo migliore
Settembre, Ottobre

 2 giorni camper sull’Appennino romagnolo

Se amate le vacanze in libertà che può assicurare viaggiare in camper in mezzo alla natura, allora la Val Conca in Emilia Romagna è il luogo che fa per voi. Le sue dolci colline coperte da vigneti, i prati a perdita d’occhio e i boschi che rivestono le cime fanno da sfondo a un viaggio capace di ammaliare ogni tipo di viaggiatore, da chi cerca l’avventura a chi preferisce il relax assoluto o la vacanza culturale tra i vicoli dei borghi medievali.

Godetevi una passeggiata tra i castagneti o visitate gli antichi borghi, avventuratevi in mountain bike lungo un sentiero off-road su cui mettervi alla prova o sdraiatevi su un prato con vista su uliveti, campi di grano e, laggiù in fondo, il mare. Tra vallate, chiesette, rocche e grotte misteriose, non c’è che da scegliere quale meraviglia scoprire. 

Ecco un itinerario di due giorni in camper alla scoperta della bellezza della Valle del Conca sull'Appennino romagnolo, a due passi dalla Riviera e adatto a tutti, da percorrere in camper oppure in auto.
Non resta che caricare i bagagli: via, si parte!

Prima tappa: Montefiore Conca

L’itinerario inizia dal borgo fortificato: da Montefiore Conca partono diversi sentieri che potete percorrere in sella a una mountain bike oppure a piedi attraversando la magnifica campagna della media Valle del Conca, risalendo verso le colline e i monti che abbracciano il territorio dell’entroterra riminese, da Monte Auro a Monte Maggiore fino a Monte Faggeto.

Potete scegliere tra molti sentieri disponibili curati dal CAI, come quello che unisce Montefiore e Montefaggeto seguendo i percorsi 019, 021 e 043. Si parte dal parcheggio sotto le mura del paese. Il tragitto si snoda per 9 km lungo via campestri e regala panorami su uliveti e campi di grano da cui si scorge anche il mare.

Qui e là si fanno notare antichi insediamenti rurali come le casette intorno alla chiesa di San Simeone di Serbadone, dove il tempo sembra essersi fermato e procedere a un ritmo diverso rispetto alla vita giù a valle. Continuate seguendo le indicazioni a cura del CAI per giungere a San Felice.
Da qui partono strade bianche che collegano diversi casolari e attraversano distese erbose fino ad arrivare a Case Fonti.

Quando compaiono i primi castagni significa che siete arrivati a Monte Maggiore. Superate le case di Serra di Sopra per raggiungere il cuore di Monte Faggeto tra querci e olmi.
Da qui si assiste a un doppio panorama: da un lato la valle del Rio Sedano, dall’altro la Valle del Ventena. Ben visibile, proprio sotto di voi, la chiesa di Serbadone. Cercate di arrivare al tramonto quando la luce rende magico il paesaggio colorando d’oro la rocca di Montefiore con il Monte Auro alle sue spalle.

Il percorso continua attraversando il castagneto di Monte Faggeto per prendere una strada bianca che risale il fianco del monte e arrivare infine alla via asfaltata che chiude il sentiero ad anello. 

Completate il giro visitando il borgo con la torreggiante Rocca Malatestiana, la trecentesca chiesa di San Paolo con un magnifico portale gotico e la piccolissima chiesa dell’Ospedale costruita nel 1461. Poco fuori dal borgo c’è il Santuario della Madonna di Bonora, importante luogo di culto della zona, pieno di ex voto dedicati a una icona della Madonna che allatta del XV secolo.

Seconda tappa: Grotte di Onferno e Riserva Naturale Orientata di Gemmano

Basta guidare per mezz’ora per raggiungere le Grotte di Onferno dal centro di Montefiore.

Si tratta di un sistema di grotte carsiche che ospita la più grande colonia di pipistrelli dell’intera regione, più di 8000 esemplari suddivisi in sette specie.

Le grotte si trovano nel comune di Gemmano e rientrano in un’area protetta da 274 ettari. La bellezza naturalistica di questo luogo, con una vegetazione lussureggiante e una ricca fauna selvatica, tra cui alcune specie rare, viene preservata insieme alle sue particolarità geologiche come calanchi e affioramenti di gesso.

La visita guidata parte da quota 300 metri e si immerge nel bosco lungo un sentiero che raggiunge quota 196 metri da cui si entra nel canyon sotterraneo per ammirare ambienti spettacolari e unici: cristalli di gesso che scintillano,pareti modellate dallo scorrere dell’acqua, concrezioni di calcare e soffitti che sembrano merletti. La Sala Quarina, o Sala dei Mammelloni, è la più stupefacente per via di grandi protuberanze di gesso che sporgono dall’alto e sono considerate tra le più grosse d’Europa.

Alla fine della visita vale la pena fare un giro nel Giardino Botanico e al Museo naturalistico. L’ingresso è gratuito.

Tappe extra: tre sentieri per prolungare il viaggio

Volete prolungare il viaggio con qualche giorno in più da dedicare alle escursioni nei dintorni?

Da non perdere il sentiero 019 dal lago di Faetano a Montefiore Conca, il sentiero 037 dalla foce del torrente Conca a Molino del Cerro e il sentiero 019/09 da Mondaino al Castello di Cerreto.

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