Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei è un’istituzione culturale nata nel 2016 come ente autonomo del Ministero della Cultura, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare un territorio straordinariamente ricco di storia e di fenomeni naturali. Situato nell’area flegrea, il parco si estende tra diversi comuni — tra cui Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Giugliano, Quarto e parte di Napoli — e si distingue per la sua natura diffusa, che riunisce oltre venticinque siti archeologici in un unico sistema integrato.
Questo paesaggio, modellato nei millenni da una forte attività vulcanica, è segnato da fenomeni come il bradisismo, le fumarole, le sorgenti termali e i vulcani attivi, che hanno influenzato profondamente la vita e le strutture insediative dell’antichità. L’area è legata a miti antichi come la Gigantomachia, la porta degli Inferi presso il lago d’Averno, e le profezie della Sibilla Cumana, che secondo la tradizione aveva la sua dimora nella grotta di Cuma, la prima colonia greca dell’Italia meridionale.
Durante l’epoca romana, i Campi Flegrei erano un centro nevralgico dell’Impero: Puteoli (l’attuale Pozzuoli) ospitava uno dei porti più importanti, mentre Baia era celebre per le sue lussuose residenze imperiali e le sue terme monumentali. Oggi, il parco conserva e rende accessibili luoghi come il Parco Archeologico di Cuma, le Terme di Baia, il Parco Sommerso di Baia, l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, la Piscina Mirabilis e il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, ospitato nel suggestivo Castello di Baia.