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Divertimento

Campania

Stazione zoologica Anton Dohrn, l’acquario del Mare Nostrum

Esplorare l’ecosistema del <strong>Golfo di Napoli</strong>, scoprire i segreti della biodiversità del mare Mediterraneo, rendersi conto di cosa succede nei nostri mari a causa dei cambiamenti climatici in una sola mattinata? Credeteci, è possibile<br>

Siamo sulla Riviera di Chiaia a Napoli, nella bella palazzina della villa Comunale, dove è ospitato il <strong>primo e più antico acquario pubblico d’Italia</strong>, quello della <strong>Stazione zoologica Anton Dohrn</strong>, fondata nel 1872.<br>
Siete pronti a fare un’immersione nelle trenta vasche di una delle più importanti istituzioni di ricerca della biologia marina?

1. Qui la vita sottomarina non ha segreti

L’Aquarium della Stazione zoologica Anton Dohrn mostra e racconta la vita degli abitanti del nostro mare con il rigore scientifico e l’abilità divulgativa di un’istituzione dove si sono formati ben 20 premi Nobel. Si tratta del più antico acquario del XIX secolo ancora in attività e l’unico esclusivamente dedicato alle forme di vita del Mediterraneo.

Il suo fondatore, lo zoologo e naturalista tedesco Anton Dohrn, realizzò a Napoli il suo sogno di creare un centro di ricerca e divulgazione del mondo sottomarino. Con notevole caparbietà, Dohrn riuscì a farsi concedere dal comune a titolo gratuito un terreno in riva al mare dove costruì a sue spese l’edificio. Mise a punto poi delle strategie per rendere economicamente sostenibile la struttura, affittando spazi o stringendo proficue collaborazioni con aziende. In questo modo riuscì a far crescere un centro di ricerca all’avanguardia in Europa. 

2. In ogni vasca un habitat diverso del Mediterraneo

Le vasche dell’acquario di Napoli sono tutt’ora collegate direttamente al mare da un canale sotterraneo, grazie ad un impianto progettato 150 anni fa da un ingegnere inglese che aveva lavorato agli acquari di Londra ed Amburgo. Oggi vediamo ancora le vasche originali oltre a nuovi allestimenti che mostrano una scogliera corallina tropicale, visione di un possibile cambiamento del Mediterraneo.

Ogni vasca racconta un habitat e una storia: quella tenace degli organismi che vivono nella zona di frangente delle onde, esposti alla forza del mare come al pericolo dell’essiccamento durante la bassa marea; quella del coralligeno e del suo curioso paesaggio sonoro; l’ambiente brulicante di vita delle grotte marine; la singolarità del cavalluccio marino, che oltre a nuotare in verticale, si fa “ingravidare” dalla femmina che gli depone gli ovuli in una tasca dove li conserva fino alla schiusa;  le strutture di allevamento delle murene ideati dagli antichi romani ancora conservati nell’area archeologica marina di Gaiola a Capo Posillipo.

3. Non perdete l’abisso davanti alla costa e la vasca del polpo

Affascinante scoprire che proprio a sole 12 miglia dal lungomare di Napoli c’è uno dei canyon sottomarini più profondi del Mediterraneo, un abisso di 1.300 metri: esplorato dai biologi marini per la prima volta solo nel 2016, ha svelato la presenza di ostriche giganti, che si pensavano estinte, e di altre forme di vita adattate ad un ambiente dove non penetra la luce del sole.

C’è infine la vasca del polpo, di cui da decenni alla stazione Dohrn si studia l’intelligenza e il comportamento.
Date un’occhiata anche alla biblioteca: oltre ad una raccolta di testi donati da Dohrn, editori e scienziati, Darwin compreso, da vedere sulle pareti ci sono gli affreschi del pittore tedesco Hans von Marées che ha ritratto scene di vita dei pescatori napoletani.

4. Alla Casina del Boschetto la vita marina diventa arte

Nel 2021 la Stazione zoologica si è arricchita di una nuova acquisizione, il museo Darwin-Dohrn allestito nella vicina Casina del Boschetto, già Circolo della Stampa, un centro culturale dedicato alla divulgazione della conoscenza dell’evoluzione della vita marina. Attraverso opere d’arte, sculture e reperti biologici storici, si apprendono i meccanismi della biodiversità e si comprende l’importanza degli oceani per l’equilibrio del pianeta. Nel percorso è esposto anche lo scheletro di un capodoglio - spiaggiato sulle coste campane – per spiegare cosa ne è di questi giganti del mare quando raggiungono gli abissi. 

5. Il Turtle point di Portici

Se il mare è la vostra passione, dovrete visitare anche una sezione staccata della Stazione zoologica Anton Dohrn ospitata all’interno del ex-macello comunale di Portici, il Turtle Point, un centro di ricerca, conservazione e didattica sulle tartarughe marine. Oltre ai laboratori dei ricercatori, i visitatori possono vedere gli spazi di cura e riabilitazione delle tartarughe ferite a causa di attività umane.

 

Per saperne di più

www.szn.it