Panoramica
Piazza Erbe coincide in buona parte con il foro della città romana, compreso tra le principali strade urbane, ovvero il decumano massimo (corso Santa Anastasia) e il cardo massimo (via Cappello). Il foro aveva come sfondo il grande edificio del Capitolium, dove adesso sorge il settecentesco Palazzo Maffei (le rovine antiche si vedono nei sotterranei). La piazza rimase nei secoli il centro della città, specialmente per il mercato, ma anche per le cerimonie pubbliche e le esecuzioni dei condannati. Nel 1368, Cansignorio della Scala, signore di Verona, fece collocare la fontana detta di Madonna Verona, dotata di un largo bacino in marmo rosso. Il fulcro della fontana è una statua femminile di età romana acefala, a cui fu aggiunta la testa, per diventare l’allegoria del potere cittadino. La figura tiene un cartiglio col motto del Comune medievale: «est iusti latrix Urbs / haec et laudis amatrix» (“Questa Città è dispensatrice di giustizia e amante della lode”). Nel bulbo sono presenti quattro teste: una rappresenta Verona incoronata, come città regale, le altre tre raffigurano un imperatore Verus Antoninus Pius, come presunto fondatore antico (il nome non bene identificabile, rimanda un po’ a Marco Aurelio, un po’ ad Antonino il Pio) e i sovrani medievali Alboino, re dei Longobardi, e Berengario I, re d’Italia e imperatore, che furono sepolti a Verona. La grande colonna in piazza che regge il Leone di San Marco venne realizzata, invece, dall’architetto Michele Leoni nel 1523, per celebrare il ritorno della città alla Repubblica di Venezia dopo la parentesi del dominio imperiale.