Affacciato sulla monumentale Piazza del Popolo, il Teatro Feronia rappresenta uno dei luoghi più significativi della vita culturale di San Severino Marche. La sua architettura armoniosa e slanciata, insieme alla qualità degli apparati decorativi, lo rendono uno dei teatri storici delle Marche più interessanti della regione.
La vocazione teatrale della città affonda le radici già nel Cinquecento, quando spettacoli e rappresentazioni venivano ospitati nei palazzi nobiliari. Nel Settecento si arriva alla costruzione del Teatro de' Condomini, interamente in legno, che però con il tempo si rivela inadatto alle nuove esigenze sceniche e poco sicuro.
Per questo, nel 1823 viene avviata la realizzazione di un nuovo teatro in muratura, affidata all'architetto Ireneo Aleandri, tra i protagonisti del neoclassicismo nello Stato Pontificio. Il nuovo edificio viene inaugurato nel 1828 con due opere di Gioachino Rossini, segnando l'inizio di una stagione artistica di grande rilievo.
Il nome del teatro richiama la dea Feronia, antica divinità legata alla fertilità e alla libertà, a cui la tradizione locale associa un tempio nell'antica Settempeda, nome romano di San Severino Marche.
Il teatro si sviluppa secondo la tipica pianta a ferro di cavallo, con tre ordini di palchi e loggione, per una capienza di oltre 400 posti. L'equilibrio delle proporzioni e lo sviluppo verticale degli spazi contribuiscono a creare un ambiente elegante e raccolto.
Le decorazioni pittoriche rappresentano uno degli elementi più distintivi: i bozzetti sono opera del pittore locale Filippo Bigioli, mentre la realizzazione è affidata a Raffaele Fogliardi. Il sipario storico, ispirato al mito della dea Feronia, aggiunge un ulteriore livello simbolico alla sala.
Dopo un lungo periodo di attività, il teatro viene chiuso nel 1961 per motivi di sicurezza. Un complesso intervento di restauro consente la riapertura nel 1985, con un concerto lirico che segna simbolicamente il ritorno alla vita culturale cittadina.
Oggi il Teatro Feronia ospita stagioni di prosa, musica e spettacolo, confermando il suo ruolo centrale nel sistema culturale di San Severino Marche e mantenendo viva una tradizione che attraversa i secoli.