Estate tra i vigneti: trekking e degustazioni lungo la Via Francigena
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In estate, quando le colline si accendono di verde e i filari accompagnano il cammino per chilometri, il pellegrinaggio può trasformarsi in un vero viaggio enogastronomico: si cammina tra i vigneti, si incontrano cantine e piccoli produttori, si scoprono vitigni autoctoni e, a fine giornata, ci si concede una degustazione come parte integrante dell’esperienza.
La Via Francigena, del resto, è una direttrice culturale europea che attraversa territori profondamente diversi e nei quali il vino racconta il rapporto tra comunità, paesaggio e tradizioni agricole. In Toscana, ad esempio, il percorso attraversa alcune delle aree vitivinicole più celebri d’Italia, mentre in Piemonte il cammino incontra il paesaggio del Canavese, dove la viticoltura ha caratteristiche antiche e in alcuni casi davvero “eroiche”.
Piemonte: l’Erbaluce accompagna il cammino
Per chi percorre la Via Francigena in Piemonte, uno degli incontri più interessanti con la cultura del vino avviene nel Canavese, intorno a Ivrea. Qui il paesaggio della Serra morenica è segnato da vigneti, boschi e piccoli borghi e custodisce una tradizione vitivinicola legata soprattutto all’Erbaluce di Caluso DOCG, al Canavese DOC e al Carema DOC.
L’Erbaluce è forse il vino che più naturalmente si presta a raccontare questo tratto del cammino. È un vitigno autoctono coltivato sulle colline del Canavese e nell’area della Serra di Ivrea, con il cuore della denominazione concentrato a Caluso. Dalle sue uve nascono diverse interpretazioni: bianco fermo, spumante e passito.
Per il viandante, il vino diventa così una chiave per leggere il territorio: non soltanto qualcosa da assaggiare alla fine della giornata, ma un elemento del paesaggio che si incontra sul tragitto.
Ancora più particolare è il Carema DOC, prodotto con Nebbiolo in un territorio di montagna al confine con la Valle d’Aosta. Qui la viticoltura assume caratteri spettacolari: i vigneti sono coltivati su terrazzamenti sostenuti da muri a secco e possono raggiungere quote elevate. Una forma di agricoltura che richiede lavoro, manutenzione e conoscenza del territorio e che rende il vino parte integrante della storia del paesaggio.
È proprio questo uno dei valori del turismo enogastronomico lungo un cammino: bere un vino nel luogo in cui nasce permette di comprenderlo diversamente. Dopo aver attraversato i vigneti, osservato i terrazzamenti e conosciuto le persone che li coltivano, la degustazione diventa il punto finale di un'esperienza molto più ampia.
Toscana: quando la Via Francigena diventa una strada del vino
È però in Toscana che il legame tra Via Francigena e vino diventa particolarmente evidente. Il percorso attraversa per quasi 400 chilometri il territorio regionale, passando tra boschi, colline, borghi medievali e paesaggi agricoli, fino alla Val d’Orcia. L’enogastronomia è parte integrante dell’esperienza del cammino.
Uno dei momenti più significativi è la tappa Gambassi Terme–San Gimignano. Sono circa 13 chilometri attraverso i crinali della Val d’Elsa, tra strade bianche, sentieri, prati, uliveti e vigneti. Il cammino conduce progressivamente verso le torri di San Gimignano, dove il vino diventa protagonista assoluto dell’accoglienza.
Qui il pellegrino incontra la Vernaccia di San Gimignano DOCG, uno dei vini simbolo della Toscana e il primo vino bianco italiano a ottenere la DOCG, nel 1993. Prodotta dalle uve dell’omonimo vitigno, è caratterizzata da freschezza, eleganza e un tipico finale leggermente amarognolo.
La Vernaccia non è semplicemente un prodotto da acquistare una volta arrivati a San Gimignano: è parte del paesaggio che si attraversa. Le colline intorno alla città sono infatti punteggiate di vigneti e la Strada del Vino Vernaccia di San Gimignano riunisce aziende vitivinicole, agriturismi, ristoranti ed enoteche. È quindi possibile prolungare l’esperienza del cammino con una visita in cantina o una degustazione.
Il risultato è una combinazione perfetta per chi cerca un modo diverso di vivere l’estate: camminare al mattino, quando le temperature sono più miti, raggiungere un borgo nel pomeriggio e dedicare la fine della giornata alla scoperta del vino locale.
Dal Chianti alla Val d’Orcia: il paesaggio del vino
La Via Francigena toscana continua poi verso Monteriggioni e Siena, attraversando uno dei paesaggi rurali più riconoscibili d’Italia. Il territorio della Strada del Vino e dell’Olio Chianti Classico, compreso tra Firenze e Siena, è caratterizzato da colline, borghi, castelli, pievi, oliveti e interminabili filari di Sangiovese.
Non tutto il territorio del Chianti Classico coincide con il tracciato ufficiale della Via Francigena: per questo, chi vuole trasformare il cammino in un vero itinerario dedicato al vino può prevedere alcune deviazioni o prolungare il soggiorno nelle aree vitivinicole vicine al percorso.
Più avanti, invece, il vino torna a essere strettamente legato alle tappe della Francigena. Tra Ponte d’Arbia e San Quirico d’Orcia il paesaggio conduce verso la Val d’Orcia, territorio UNESCO fatto di colline, strade bianche, cipressi e vigneti. Qui il grande protagonista è il Brunello di Montalcino, uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo, prodotto con uve Sangiovese e legato al territorio di Montalcino.
Camminare, degustare, conoscere
La formula è semplice: partire presto, camminare nelle ore più fresche, fermarsi nei piccoli borghi lungo il percorso e, quando possibile, prenotare una visita presso una cantina o un produttore locale. La degustazione diventa così una vera tappa del viaggio, al pari di una chiesa, di un castello o di un museo.
E soprattutto permette di scoprire la grande varietà vitivinicola che accompagna la Francigena: dall’Erbaluce del Canavese alla Vernaccia di San Gimignano, fino ai grandi rossi della Toscana e ai territori del Chianti e della Val d’Orcia.
Anche le celebri Strade del Vino possono diventare un naturale prolungamento dell’esperienza. Non necessariamente per percorrerle tutte, ma per scegliere una cantina, un borgo o un produttore da raggiungere lungo il viaggio. Il principio è quello del turismo lento: meno tappe, più tempo per conoscere ogni luogo.
La Via Francigena è nata come itinerario di pellegrinaggio, ma oggi può essere vissuta secondo modalità diverse: spirituale, culturale, naturalistica, sportiva o enogastronomica.
In estate, camminare tra i vigneti aggiunge una dimensione speciale al viaggio. Il paesaggio cambia continuamente, ma il filo conduttore rimane lo stesso: la terra che produce, le persone che la coltivano e i prodotti che ne raccontano la storia.
E così, dopo una giornata di cammino, può bastare un tavolo all’aperto, un panorama sulle colline e un calice del vino del territorio per trasformare una semplice sosta in uno dei ricordi più belli del viaggio.
Perché lungo la Via Francigena il vino non è soltanto qualcosa da degustare. È un altro modo per camminare dentro la storia e dentro il paesaggio.