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Natura

Sicilia

Il tramonto è il miglior momento per visitare il parco dell'Etna e sentire il cuore del vulcano

12 settembre 2022

4 minuti

Visitare il parco dell’Etna in piena estate? Scegli il tramonto, decisamente il periodo migliore per visitare il vulcano perché meno affollato e il sole non picchia impietosamente sulle lave senza riparo. La luce dorata della sera renderà magico affacciarsi sull’orlo della Valle del Bove.

Ci sono molti modi per godersi il tramonto nel Parco Nazionale dell’Etna scegliendo tra i sentieri da percorrere in autonomia o con escursioni organizzate, sia a piedi che su mezzi 4x4. E c’è anche la possibilità di salire in funivia.

1. Tramonto sull’Etna dal versante Sud

È il versante dell’Etna più vicino a Catania e il più facile da raggiungere attraverso il paese di Nicolosi. Dal Rifugio Sapienza parte la Funivia dell’Etna che in 15 minuti conduce da quota 1900 a quota 2500 nella zona detta la Montagnola. Da lì si può procedere a piedi fino ai crateri sommitali accompagnati da una guida alpina o vulcanologica oppure prendere un mezzo fuoristrada che porta fino ai 3000 metri.

Nei pressi del Rifugio Sapienza si possono visitare con una breve passeggiata anche i Crateri Silvestri che risalgono all’eruzione del 1892. Il più vicino è a 5 minuti dal parcheggio ma non perdetevi la salita ai Crateri Silvestri Superiori. Il sentiero richiede circa 20 minuti.

In cerca di un’esperienza indimenticabile? Salite con l’ultima corsa del pomeriggio in funivia, proseguite a piedi per percepire il battito del vulcano sotto la suola delle scarpe e aspettate il tramonto in cima. Poi scendete al chiaro di luna lungo il canalone sabbioso mentre le prime stelle spuntano in cielo. Non potete perdervi, i piloni della funivia vi guideranno.

2. Tramonto sull’Etna dal versante Est

Salendo sull’Etna dalla strada Mareneve fate una sosta ai Monti Sartorius, una straordinaria bottoniera di sette crateri spenti creati dall’eruzione del 1865. Si possono percorrere a piedi lungo un sentiero che sale e scende lungo l’orlo ma è alla portata di tutti. Dopo la visita ai Sartorius proseguite in auto fino al Rifugio Citelli a quota 1700. Da qui parte il sentiero Serracozzo che si inerpica verso l’alto. Lungo il percorso si incontra la Grotta Serracozzo, tra le più belle dell’Etna. È un tunnel di scorrimento lavico dalla cui volta entra un fascio di luce che la illumina dall’alto.

Proseguendo lungo il sentiero si attraverserà un bosco di betulle. Si tratta di Betula aetnensis, una specie endemica della Sicilia che vive sulle pendici orientali e occidentali del vulcano e si è adattata sia al terreno lavico che alle temperature. Il percorso finisce sul ciglio della Valle del Bove, la gigantesca caldera in cui finisce la maggior parte delle colate laviche. Da qui si osserva anche monte Frumento delle Concazze, uno dei più grandi crateri secondari del vulcano.

Il momento migliore per godersi il sentiero Serracozzo è partendo nel pomeriggio, in modo da affacciarsi sulla Valle del Bove in tempo per il tramonto che colora tutto di rosso. Il percorso in salita richiede circa 3 ore. Una volta scesa la sera si torna indietro percorrendo il canalone sabbioso con le torce. Il sentiero è ben segnalato e si può fare sia in autonomia che accompagnati da una guida.

3. Tramonto sull’Etna dal versante Nord

Piano Provenzana si raggiunge attraverso il paese di Linguaglossa. Da lì, a quota 1800, parte un sentiero che si può percorrere a piedi oppure in mezzo fuoristrada per raggiungere quota 2900, con l’Osservatorio Vulcanologico a Pizzi Deneri. Si trova sull’orlo della Valle del Leone, più piccola della Valle del Bove ma non meno affascinante: da qui si scorgono i costoni lavici delle vecchie colate che nei decenni si sono sovrapposte creando un effetto a onde davvero suggestivo.

Proprio di fronte si vedrà il Cratere Sud-Est formatosi all’inizio degli Anni 70. Da allora è il più attivo dei quattro crateri sommitali dell’Etna. Se siete fortunati ci sarà un’eruzione in corso che dopo il tramonto si accenderà di rosso vivo. Da qui avrete un posto in prima fila, ma in tutta sicurezza. Nei giorni più limpidi, dando le spalle al cratere si avrà una vista mozzafiato fino alla costa calabra e alle isole Eolie.

Lungo il tragitto verso l’Osservatorio si attraversano le vecchie bocche eruttive del 1809 e i più recenti crateri dell’eruzione del 2002 disposti a bottoniera. Si può camminare lungo le caldere di un intenso colore rossastro e scorgere il tragitto della colata lavica che si è fatta strada tra la vegetazione verdissima contro il nero delle rocce.

Da Piano Provenzana parte un altro sentiero che dall’antico cono vulcanico di monte Conca conduce a Monte Nero delle Concazze, un cono di scorie vulcaniche nei cui pressi si trova il cosiddetto Abisso di Monte Nero. È una profonda frattura che risale all’eruzione del 1923, considerata la cavità più lunga presente sull’Etna. Ne è stato esplorato oltre 1 km.

Non c’è niente come stare in cima all’Etna al tramonto per sentire il cuore del vulcano battere sotto i vostri piedi.