Passeggiare lungo le vie, anzi le ‘rue’, del Ricetto di Candelo è come tornare indietro nel tempo. Già, perché qui dal Medioevo in poi non è cambiato niente. Lasciatevi incantare da un’atmosfera piena di magia e incamminatevi alla scoperta del Palazzo del Principe, delle alte torri e delle misteriose ‘riane’.
Il Ricetto, uno dei 100 borghi più belli d'Italia, aveva due scopi:
Il termine “Ricetto” deriva dal latino receptum e significa rifugio; è stato costruito nel Basso Medioevo (XIII-XIV secolo) dagli abitanti di Candelo per proteggere i loro beni più preziosi. Sorgeva su un terreno dei signori locali, i Vialardi, ai quali inizialmente veniva pagata una tassa, poi riscattato e diventato proprietà della comunità.
Il palazzo signorile all’interno del borgo è il Palazzo del Principe, dimora di Sebastiano Ferrero, feudatario di Candelo alla fine del Quattrocento. Ferrero era un personaggio molto influente: tesoriere del duca di Savoia e del re di Francia, contribuì alla costruzione del Naviglio progettato da Leonardo da Vinci e portò il Rinascimento lombardo a Biella.
Il Ricetto è attraversato da cinque rue lastricate in ciottoli. La rua principale è più larga per il passaggio dei carri, mentre le altre sono in pendenza per favorire il deflusso delle acque verso la torre di cortina, dotata di un fondo a imbuto per lo scarico.
Gli edifici, quasi tutti privati, sono oggi cantine, botteghe artigianali, tavernette e ristoranti. Hanno una struttura particolare: due piani sovrapposti senza collegamento interno.
Per accedere al piano alto si utilizzava una scala a pioli collegata alla lobbia, un balcone in legno. Tra le case si trovano le strette ‘riane’, fondamentali per il ricircolo dell’aria, lo scolo delle acque e la stabilità delle strutture.
Il Ricetto ospita ogni anno importanti eventi come “Candelo in fiore” e “Il Borgo di Babbo Natale”, attirando migliaia di visitatori. Il suo fascino ha conquistato anche il cinema, diventando location per film e sceneggiati.
Passeggiare lungo le vie, anzi le ‘rue’, del Ricetto di Candelo è come tornare indietro nel tempo. Già, perché qui dal Medioevo in poi non è cambiato niente. Lasciatevi incantare da un’atmosfera piena di magia e incamminatevi alla scoperta del Palazzo del Principe, delle alte torri, delle misteriose ‘riane’.
Il Ricetto, uno dei 100 borghi più belli d'Italia, aveva due scopi: in tempo di pace, cioè quasi sempre, gli edifici del Ricetto fungevano da deposito di derrate agricole e da cantine. In tempo di guerra, vale a dire se si temeva un attacco di nemici o briganti, aveva una funzione difensiva, per cui gli abitanti del borgo di Candelo e delle campagne circostanti si potevano rifugiare all’interno delle mura. Il termine “Ricetto” deriva dal latino ‘receptum’ e significa rifugio; è stato costruito nel Basso Medioevo, tra il XIII e il XIV secolo, dagli abitanti di Candelo che volevano una struttura fortificata per conservare al sicuro i loro beni più preziosi. Sorge su un terreno dei signori locali, i Vialardi, a cui all’inizio i candelesi pagavano una tassa. In seguito è stato riscattato ed è diventato possesso della comunità.
Il palazzo signorile all’interno del Ricetto è il Palazzo del Principe, dimora di Sebastiano Ferrero, feudatario di Candelo alla fine del Quattrocento. Ferrero era un personaggio molto influente: tesoriere del duca di Savoia e in seguito del re di Francia, si è occupato della costruzione del Naviglio progettato da Leonardo da Vinci e ha introdotto il Rinascimento lombardo a Biella. In quanto feudatario, pretendeva una serie di privilegi che i candelesi non volevano accordargli. Per fortuna gli abitanti del borgo riuscirono a dimostrare che il terreno su cui sorgeva il Ricetto era di loro proprietà, per cui il Consiglio Ducale diede loro ragione.
Il Ricetto è percorso da cinque rue, lastricate con ciottoli. La rua principale è quella centrale ed è più larga perché permetteva il passaggio dei carri. Le rue sono in pendenza per permettere il deflusso delle acque che vengono convogliate verso la torre di cortina, in fondo alla rua centrale. La torre, a pianta quadrata e aperta verso l’interno, ha un fondo a imbuto che serve proprio a raccogliere le acque e a farle defluire verso l’esterno.
Gli edifici, quasi tutti privati, sono adibiti a cantine, depositi, tavernette, botteghe artigianali e alcuni sono ristoranti; hanno tutti la stessa struttura: due piani sovrapposti senza collegamento interno. In passato il piano inferiore, più fresco e umido, veniva utilizzato principalmente come cantina per il vino avendo una temperatura costante tra i 12 e i 15 gradi, mentre in quello superiore, più secco e caldo, si conservavano cereali e prodotti agricoli. Per ridurre lo scambio termico non c’era comunicazione tra i due piani. Per raggiungere il piano superiore si usava una scala a pioli appoggiata alla lobbia, ovvero un balcone in legno. Tra una fila di case e un’altra ci sono dei vicoli molto stretti, chiamati ‘riane’. Non sono percorribili a piedi ma servono a garantire il ricircolo dell’aria, lo scolo delle acque piovane e ad alleggerire le strutture separando i tetti.
Il Ricetto ospita ogni anno una serie di eventi che richiamano migliaia di visitatori, come “Candelo in fiore” e “Il Borgo di Babbo Natale”, tipico mercatino natalizio. Il suo fascino ha colpito anche diversi registi che lo hanno scelto come location per i loro sceneggiati o film.