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Made in Italy

Il Biellese, la Manchester d'Italia

Il flio d'oro della tradizione tessile itailiana

2 minuti

Quando si parla di filati e tessuti di altissima qualità a livello mondiale, tutto porta a un solo nome: il Biellese. Incastonata ai piedi delle Alpi piemontesi, questa provincia non è semplicemente un distretto storicamente votato all’industria, ma la culla di una tradizione tessile secolare, un luogo dove la creazione di tessuti pregiati è elevata a vera e propria forma d'arte.

L’arte della lana qui ha radici che affondano nel Medioevo, ma è a partire dal XIX secolo che l'area si è trasformata in un polo industriale di fama mondiale.

La città che Camillo Benso Conte di Cavour denominò “la Manchester italiana” ha dalla sua l’operosità manifatturiera e un’inossidabile tradizione del saper fare nella lavorazione e produzione di lane e filati pregiati.

Un’eccellenza che è identità del territorio e che nel 2019 ha portato al riconoscimento di Biella come Città Creativa UNESCO, valorizzandone il patrimonio artigianale e la sua secolare cultura tessile.

I lanifici del Biellese: dal filo a icone dell’Italian Style nel mondo

Foto Cappellificio Cervo

E' un successo costruito da famiglie di imprenditori che nel corso delle generazioni hanno studiato e perfezionato ogni singola fase del processo, creando quella che oggi è una filiera completa: dalla selezione accurata delle materie prime di alta qualità (come la lana Merino australiana o il prezioso cashmere) alla filatura, dalla tessitura su telai sempre più moderni fino al "finissaggio", l'insieme di trattamenti che conferiscono al tessuto grezzo le caratteristiche finali e la sensazione al tatto. Parliamo di aziende leader della produzione di lusso, quali Ermenegildo Zegna, Loro Piana, F.lli Cerruti, F.lli Piacenza, Vitale Barberis Canonico: quest’ultima vanta una tradizione che risale al 1663 e oggi è considerata il lanificio più antico al mondo ancora in attività.

Le fibre più preziose del mondo, dal vicuña delle Ande al cashmere della Mongolia, intraprendono un lungo viaggio per arrivare in queste valli, dove trovano condizioni perfette: acqua purissima e ineguagliabile maestria artigianale sono i fattori essenziali capaci di creare tessuti d’eccellenza pronti a vestire il jet set internazionale. Un mondo di bellezza e stile che vanta tra i suoi pilastri anche il Cappellificio Cervo: qui la realizzazione di un copricapo nasce da oltre 120 anni di idee e tradizione. Il suo archivio — con 656 forme per cappelli in legno, 431 in metallo e 392 ricette per altrettante tonalità di colore — è un’autentica carrellata nella storia della moda e del costume, e fonte di ispirazione pressoché unica al mondo.

Un patrimonio vivo da scoprire

Un patrimonio vivo da scoprire

Tra gli esempi che fanno storia come ecosistemi unici di memoria produttiva e innovazione sostenibile tra arte, visione e impresa,  il Lanificio Maurizio Sella  e Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, centro d'arte contemporanea e laboratorio creativo attivo nei settori della moda, alimentazione, architettura e politica, fondato nel 1998 dal Maestro dell’Arte Povera Michelangelo Pistoletto nell'ex Lanificio Trombetta. In città e nei dintorni gli spacci aziendali dei grandi produttori sono seduzione di qualità con tessuti e capi di abbigliamento a prezzi vantaggiosi. Appena fuori città, la Strada della Lana è l’itinerario di circa 50 km che si snoda attraverso la Valle Strona e la Valsessera da Biella a Borgosesia (sede di un antico mercato laniero) ripercorrendo la storia del tessile, tra lanifici storici – come la “Fabbrica della Ruota”, nell’ex lanificio dei Fratelli Zignone, oggi affascinante museo di archeologia industriale e centro culturale – e i sentieri del lavoro, percorsi un tempo dagli operai.  

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