Ponte Monumentale di Ariccia: il viadotto di Pio IX che ha riscritto la via Appia
Il Ponte Monumentale di Ariccia collega i Castelli Romani ad Albano Laziale con 312 m di lunghezza e 3 ordini di arcate sovrapposte — 6 in basso, 12 al centro, 18 in alto. È la più grande opera di ingegneria viaria dello Stato Pontificio nell'Ottocento, e ancora oggi porta la via Appia sopra la valle del Parco Chigi, con il traffico che scorre dove un tempo i pellegrini arrancavano su rampe ripidissime.
Un cantiere durato quasi un decennio
L'idea è di papa Gregorio XVI, che però muore prima di realizzarla. Pio IX la rilancia nel 1846, affidando il progetto all'architetto Ireneo Aleandri e la direzione lavori all'ingegner Giuseppe Bertolini. Lo stile è neoclassico, ispirato agli acquedotti romani e all'Acquedotto Carolino di Vanvitelli. Struttura in muratura, rivestimento in peperino. Lo stesso Pio IX ha inaugurato il ponte il 12 ottobre 1854, dopo aver visitato più volte il cantiere durante i lavori. Alle 4 estremità, colonne di travertino che richiamano i miliari dell'Appia Antica.
Due crolli e due rinascite
Il 2 giugno 1944 le arcate sommitali sono state minate durante la ritirata tedesca. Ricostruito entro il 1948, il ponte ha subito un secondo crollo dei piloni centrali nel 1967. La ricostruzione in cemento armato — mai rivestita in peperino come previsto — si nota ancora oggi. Nel 2022 l'Anas ha completato un intervento di consolidamento strutturale.