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Il ritmo lento dell’autunno dal sapore italiano: itinerari e luoghi dove andare per i tuoi viaggi in Italia

Sei alla ricerca di posti da visitare in autunno in Italia? Sarà la freschezza dell'aria o i colori delle foglie che cambiano, viaggiare in questa stagione in Italia ha qualcosa di molto speciale. Il periodo migliore dell’anno per svolgere attività inconsuete, come visitare vigneti e degustare deliziosi prodotti locali. Scopri le innumerevoli possibilità offerte dal territorio italiano da settembre a dicembre.
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Borghi
Morano Calabro

Morano Calabro

Bandiera Arancione del Touring Club Italiano Un centro storico tra i più intatti e affascinanti della Calabria è senza dubbio quello di Morano Calabro, di impianto tardomedievale con le case addossate le une alle altre a riempire i fianchi di un colle, sullo sfondo il Pollino e altre due vette, in una sorta di paese-presepe molto suggestivo. Il paese fu sicuramente statio romana sulla strada tra Capua e Reggio Calabria e lo stemma cittadino, con la testa di un moro, fa supporre una presenza saracena tra il X e l’XI secolo. A questo periodo risale il primo fortilizio sul colle, divenuto poi vero e proprio castello in epoca medievale, di cui oggi rimangono alcuni ruderi scenografici recentemente restaurati. Percorrendo le strade, vicoli e scalinate del centro storico, si incontrano: la chiesa arcipretale SS. App. Pietro e Paolo (XI sec), con il quartetto marmoreo di Pietro Bernini e gli arredi lignei della scuola ebanistica moranese; la chiesa di San Nicola (XV sec), con il suggestivo succorpo ipogeo; il Museo di Storia dell'Agricoltura e della Pastorizia (Musap); la chiesa della Maddalena nell'omonima piazza principale del paese, con il Polittico di Bartolomeo Vivarini e la Madonna degli Angeli (1505) di Antonello Gagini; e diversi palazzi signorili. Ogni anno, attorno al 20 di maggio, festa patronale di San Bernardino, il borgo si ferma per tre giorni, per la Festa della bandiera: è la rievocazione storica della leggendaria battaglia del 1096 che segna la nascita dell’identità moranese e l’orgoglioso senso di appartenenza ad una stessa comunità. Tra i prodotti locali, segnaliamo: le paste fatte a mano come cavateddri, rascateddri e lagane; gli insaccati di maiale; i formaggi, tra cui il Moretto del Pollino e una curiosa produzione di Loricanda, come è stata ribattezzata una rara specie autoctona di lavanda loricata.
Enogastronomia
Valle d’Aosta, sapori ad alta quota

Valle d’Aosta, sapori ad alta quota

Siete arrivati in questo paradiso terrestre? Mettetevi comodi e studiate la carta dei formaggi, con la fontina in primis, regina dei prodotti valdostani. La riconoscete per il sapore dolce e per il colore giallo paglierino, più chiaro nelle forme prodotte in inverno, quando le mucche sono alimentate con il fieno, più intenso nella produzione estiva. Seguono prelibatezze, come la toma di Gressoney, il salignon, il reblec, la brossa, il seras e i formaggi di capra, ciascuno con una storia da raccontare. Ascoltateli e gustateli tutti. Passate a classici come le costolette alla valdostana, la polenta concia e la “soupe valpellineintze” (zuppa alla valpellinese); ottima anche la cacciagione, i camosci in salmì (in “civet”), le trote, la “carbonade”, spezzatino di manzo, e la fonduta, piatto unico a base di formaggio, fuso in un’apposita pentola, per essere mangiato caldo. Gustate gli insaccati, come il Vallee d’Aoste jambon de Bosses, prosciutto dalla speciale maturazione, i Boudin dal gusto raffinato, la Saouseusse, carne trita stagionata, il Lard d’Arnad, morbido lardo, il Teuteun, mammella bovina salmistrata, la Motzetta, aromatica carne essiccata. Il microclima alpino è la gioia delle mele, che qui sviluppano sapori intesi. Assaggiate la Red e la Gold delicious, la Jonagold e la Renetta: crude o cotte, sono dolci e versatili, base di frullati, marmellate dolci o salate, da accompagnare a pregiate pietanze. Dulcis in fundo, i dessert e i vini. Per i primi, assaggiate le tegole, i torcettini – tipici biscotti regionali - e il blanc manger alla valdostana con l’utilizzo di panna; per i secondi, posto d’onore a tutti, come i bianchi Muller-Thurgau e Pinot nero (vinificato in bianco) e i rossi Pinot nero, Gamay, Torrette, Nus Rouge. Mangiato troppo? Ecco un bicchierino di Genepì, digestivo a base di erbe alpine, le artemisie.
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