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Il ritmo lento dell’autunno dal sapore italiano: itinerari e luoghi dove andare per i tuoi viaggi in Italia

Sei alla ricerca di posti da visitare in autunno in Italia? Sarà la freschezza dell'aria o i colori delle foglie che cambiano, viaggiare in questa stagione in Italia ha qualcosa di molto speciale. Il periodo migliore dell’anno per svolgere attività inconsuete, come visitare vigneti e degustare deliziosi prodotti locali. Scopri le innumerevoli possibilità offerte dal territorio italiano da settembre a dicembre.
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Borghi
Castelsardo

Castelsardo

Il profilo di Castelsardo è una delle cartoline più note della costa sarda, magnifico e inconfondibile, con il paese medievale fortificato e protetto dal castello in cima a un promontorio. Facile capire perché fosse un borgo praticamente imprendibile per i nemici. Castelsardo conserva orgogliosamente il suo centro medievale, il Casteddu, un dedalo di vicoli e piazzette rimasto intatto fin dal Medioevo e tuttora dominato dai resti del suo castello, a volte chiamato “Castello bellavista” per i panorami che regala ai visitatori. Oggi l’antica fortezza ospita il MIM-Museo dell’Intreccio Mediterraneo, dedicato alla tradizione locale dell’intreccio di cesti e stuoie, ma nella visita sono compresi anche gli splendidi camminamenti delle sentinelle che solcano le scogliere sotto la fortezza. La rocca di Castelsardo, situata in posizione strategica, nel corso dei secoli passò di mano in mano dai genovesi agli aragonesi e spagnoli, dagli austriaci ai Savoia, che le diedero il nome attuale. Risale al periodo spagnolo la cattedrale di S. Antonio Abate, che stupisce con il suo campanile colorato riconoscibile anche da miglia di distanza in mare. All’interno si conserva il preziosissimo retablo del Maestro di Castelsardo, anteriore al 1492. Da vedere è anche la chiesa di S. Maria delle Grazie, legata ai riti della Settimana Santa, molto sentiti in paese: qui si può vedere il Cristo nero, un crocifisso tra i più antichi della Sardegna, portato in processione nella famosa celebrazione del Lunissanti, il lunedì che precede la Pasqua. Intorno a Castelsardo sorgono diversi siti preistorici, tra cui il nuraghe Ispighia e il nuraghe Paddaggiu, ma anche formazioni rocciose uniche al mondo come la cosiddetta Roccia dell’Elefante, scolpita dagli agenti atmosferici e punteggiata di domus de janas.
Borghi
Busalla

Busalla

Centro dell’Alta Valle Scrivia ai piedi del colle dei Giovi, si è sviluppato ad Ovest dell’antico nucleo già documentato in età medievale. Citato, infatti, per la prima volta in un documento del 1239, era feudo imperiale degli Spinola di Luccoli, che vi avevano costruito un castello. I Guelfi genovesi lo assediarono ed espugnarono nel 1252. Con il riaccendersi delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, fu preso e saccheggiato più volte nel corso dei secoli fino a che gli Spinola lo cedettero alla Repubblica di Genova nel 1728. Nel 1944-45 costituì punto di riferimento per le formazioni partigiane operanti nella Valle Scrivia. Posto su importanti vie di comunicazione tra Genova e la Pianura Padana era un punto naturale di passaggio del commercio e luogo mondano, frequentato dalla borghesia genovese. Infatti Busalla è particolarmente famosa per la presenza di suntuose ville, edificate all’inizio del XIX sec., tra cui Villa Borzino, la più bella, di proprietà del Comune. La villa ha più di 50 stanze e un immenso parco botanico. Da segnalare anche la Chiesa di San Giorgio di origine seicentesca, con tele di Luca Cambiaso. Oggi Busalla è un centro di insediamenti industriali e punto di partenza per varie interessanti escursioni. Il suddetto borgo fa anche parte del Parco Naturale Regionale dell'Antola: una delle zone più incantevoli dell'Appennino e dell'entroterra ligure, grazie al panorama straordinario dei 1600 m del Monte Antola e alle attività del vicino lago del Brugneto.
Enogastronomia
Valle d’Aosta, sapori ad alta quota

Valle d’Aosta, sapori ad alta quota

Siete arrivati in questo paradiso terrestre? Mettetevi comodi e studiate la carta dei formaggi, con la fontina in primis, regina dei prodotti valdostani. La riconoscete per il sapore dolce e per il colore giallo paglierino, più chiaro nelle forme prodotte in inverno, quando le mucche sono alimentate con il fieno, più intenso nella produzione estiva. Seguono prelibatezze, come la toma di Gressoney, il salignon, il reblec, la brossa, il seras e i formaggi di capra, ciascuno con una storia da raccontare. Ascoltateli e gustateli tutti. Passate a classici come le costolette alla valdostana, la polenta concia e la “soupe valpellineintze” (zuppa alla valpellinese); ottima anche la cacciagione, i camosci in salmì (in “civet”), le trote, la “carbonade”, spezzatino di manzo, e la fonduta, piatto unico a base di formaggio, fuso in un’apposita pentola, per essere mangiato caldo. Gustate gli insaccati, come il Vallee d’Aoste jambon de Bosses, prosciutto dalla speciale maturazione, i Boudin dal gusto raffinato, la Saouseusse, carne trita stagionata, il Lard d’Arnad, morbido lardo, il Teuteun, mammella bovina salmistrata, la Motzetta, aromatica carne essiccata. Il microclima alpino è la gioia delle mele, che qui sviluppano sapori intesi. Assaggiate la Red e la Gold delicious, la Jonagold e la Renetta: crude o cotte, sono dolci e versatili, base di frullati, marmellate dolci o salate, da accompagnare a pregiate pietanze. Dulcis in fundo, i dessert e i vini. Per i primi, assaggiate le tegole, i torcettini – tipici biscotti regionali - e il blanc manger alla valdostana con l’utilizzo di panna; per i secondi, posto d’onore a tutti, come i bianchi Muller-Thurgau e Pinot nero (vinificato in bianco) e i rossi Pinot nero, Gamay, Torrette, Nus Rouge. Mangiato troppo? Ecco un bicchierino di Genepì, digestivo a base di erbe alpine, le artemisie.
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