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Il ritmo lento dell’autunno dal sapore italiano: itinerari e luoghi dove andare per i tuoi viaggi in Italia

Sei alla ricerca di posti da visitare in autunno in Italia? Sarà la freschezza dell'aria o i colori delle foglie che cambiano, viaggiare in questa stagione in Italia ha qualcosa di molto speciale. Il periodo migliore dell’anno per svolgere attività inconsuete, come visitare vigneti e degustare deliziosi prodotti locali. Scopri le innumerevoli possibilità offerte dal territorio italiano da settembre a dicembre.
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Borghi
Grottammare

Grottammare

La perla dell'Adriatico Affacciata sull'Adriatico lungo la Riviera delle Palme, Grottammare è una delle località più eleganti della costa marchigiana. Conosciuta come "la perla dell'Adriatico", la città unisce un lungomare alberato e una lunga spiaggia sabbiosa al suggestivo borgo medievale che domina la costa dall'alto. La qualità dell'ambiente e dei servizi turistici è confermata da importanti riconoscimenti, tra cui la Bandiera Blu, assegnata alle località balneari con acque e servizi di eccellenza, e la Spiga Verde, dedicata ai comuni impegnati nella sostenibilità ambientale. Il lungomare e la Riviera delle Palme La Grottammare moderna si sviluppa lungo un litorale che si estende per circa cinque chilometri. Il lungomare è uno dei tratti più caratteristici della Riviera delle Palme: una passeggiata alberata costeggia la spiaggia tra palme, aranci e oleandri, creando un paesaggio ricco di colori e profumi. Tra i punti più riconoscibili della marina si trova Piazza Kursaal, situata nella parte settentrionale della città e affacciata direttamente sulla spiaggia. Nei dintorni si sviluppa uno dei tratti più eleganti del lungomare, dove la pavimentazione in porfido e marmo di Carrara valorizza alcune ville liberty costruite tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, testimonianza dello sviluppo turistico della città durante la Belle Époque. Grottammare Alta: il vecchio incasato Sulla collina che domina la città si trova il nucleo storico di Grottammare, conosciuto come Grottammare Alta o Vecchio Incasato. Il borgo medievale, inserito tra I Borghi più belli d'Italia, conserva ancora la struttura compatta dell'antico centro fortificato, con vicoli lastricati, archi in mattoni e scorci panoramici che si aprono verso il mare Adriatico. Il centro del borgo è Piazza Peretti, dedicata a Felice Peretti, il futuro papa Sisto V, nato qui nel 1521. Su questa piazza si affaccia il Teatro dell'Arancio, elegante teatro settecentesco con loggiato panoramico da cui si aprono suggestivi scorci sulla costa. Monumenti e memoria storica Tra gli edifici più significativi del borgo si trova la Chiesa di Santa Lucia, costruita alla fine del Cinquecento nel luogo dove sorgeva la casa della famiglia Peretti. L'edificio fu voluto proprio da Sisto V per ricordare il luogo della sua nascita. Lungo le mura del borgo si incontra invece il Torrione della Battaglia, fortificazione del XVI secolo costruita per rafforzare la difesa costiera dopo le incursioni piratesche. Oggi il torrione ospita uno spazio espositivo dedicato allo scultore grottammarese Pericle Fazzini, autore della monumentale Resurrezione nella Aula Paolo VI in Vaticano. La città è legata anche alla storia della musica europea. Nel 1868 il grande compositore ungherese Franz Liszt soggiornò per un periodo a Grottammare durante uno dei suoi viaggi in Italia. Il ricordo di questa presenza è ancora vivo nella città, che ogni estate ospita il Festival Liszt, rassegna musicale dedicata al compositore.
Borghi
Urbania

Urbania

Bandiera Arancione del Touring Club Italiano Urbania, l’antica Casteldurante, si trova nell’alta valle del Metauro, a nord delle Marche. Diventò Urbania dal 1636 quando Papa Urbano VIII la elevò a Città e Diocesi per la civiltà degli abitanti e la bellezza del luogo. Vario e di grande prestigio è il patrimonio culturale e artistico del borgo: Palazzo Ducale, oggi ospita la biblioteca, il Museo civico e il Museo di Storia dell’Agricoltura e dell’Artigianato; il teatro Bramante, uno dei gioielli della Regione; la cattedrale di San Cristoforo e il Cimitero delle Mummie, con 18 corpi ben conservati grazie a un curioso fenomeno di mummificazione naturale dovuto a una particolare muffa presente sul territorio. Poco distante dal centro, c’è il Barco Ducale. Ricco anche il ventaglio di proposte naturalistiche, con itinerari in Appennino e il Bosco dei Folletti, sentiero ludico-didattico perfetto per i più piccoli. Il borgo può vantare un’importante tradizione legata alla ceramica, che con le sue maioliche la rese famosa fin dal rinascimento. Oggi la tradizione è riproposta dalle botteghe del luogo e si tengono corsi durante tutto l’anno. Tra i prodotti tipici, spiccano il crostolo da accompagnare con salumi, pecorini ed erbe di campo, il bostrengo, dolce a base di riso e noci tipico della stagione fredda, da abbinare al vino di visciole. Tra gli eventi, la Festa Nazionale della Befana (6 gennaio e i 3-4 giorni precedenti) evento per tutta la famiglia con spettacoli, laboratori, eventi e tante attività, la Sagra del Crostolo a settembre e le numerose mostre allestite presso il Palazzo Ducale.
Borghi
Castelsardo

Castelsardo

Il profilo di Castelsardo è una delle cartoline più note della costa sarda, magnifico e inconfondibile, con il paese medievale fortificato e protetto dal castello in cima a un promontorio. Facile capire perché fosse un borgo praticamente imprendibile per i nemici. Castelsardo conserva orgogliosamente il suo centro medievale, il Casteddu, un dedalo di vicoli e piazzette rimasto intatto fin dal Medioevo e tuttora dominato dai resti del suo castello, a volte chiamato “Castello bellavista” per i panorami che regala ai visitatori. Oggi l’antica fortezza ospita il MIM-Museo dell’Intreccio Mediterraneo, dedicato alla tradizione locale dell’intreccio di cesti e stuoie, ma nella visita sono compresi anche gli splendidi camminamenti delle sentinelle che solcano le scogliere sotto la fortezza. La rocca di Castelsardo, situata in posizione strategica, nel corso dei secoli passò di mano in mano dai genovesi agli aragonesi e spagnoli, dagli austriaci ai Savoia, che le diedero il nome attuale. Risale al periodo spagnolo la cattedrale di S. Antonio Abate, che stupisce con il suo campanile colorato riconoscibile anche da miglia di distanza in mare. All’interno si conserva il preziosissimo retablo del Maestro di Castelsardo, anteriore al 1492. Da vedere è anche la chiesa di S. Maria delle Grazie, legata ai riti della Settimana Santa, molto sentiti in paese: qui si può vedere il Cristo nero, un crocifisso tra i più antichi della Sardegna, portato in processione nella famosa celebrazione del Lunissanti, il lunedì che precede la Pasqua. Intorno a Castelsardo sorgono diversi siti preistorici, tra cui il nuraghe Ispighia e il nuraghe Paddaggiu, ma anche formazioni rocciose uniche al mondo come la cosiddetta Roccia dell’Elefante, scolpita dagli agenti atmosferici e punteggiata di domus de janas.
Enogastronomia
Valle d’Aosta, sapori ad alta quota

Valle d’Aosta, sapori ad alta quota

Siete arrivati in questo paradiso terrestre? Mettetevi comodi e studiate la carta dei formaggi, con la fontina in primis, regina dei prodotti valdostani. La riconoscete per il sapore dolce e per il colore giallo paglierino, più chiaro nelle forme prodotte in inverno, quando le mucche sono alimentate con il fieno, più intenso nella produzione estiva. Seguono prelibatezze, come la toma di Gressoney, il salignon, il reblec, la brossa, il seras e i formaggi di capra, ciascuno con una storia da raccontare. Ascoltateli e gustateli tutti. Passate a classici come le costolette alla valdostana, la polenta concia e la “soupe valpellineintze” (zuppa alla valpellinese); ottima anche la cacciagione, i camosci in salmì (in “civet”), le trote, la “carbonade”, spezzatino di manzo, e la fonduta, piatto unico a base di formaggio, fuso in un’apposita pentola, per essere mangiato caldo. Gustate gli insaccati, come il Vallee d’Aoste jambon de Bosses, prosciutto dalla speciale maturazione, i Boudin dal gusto raffinato, la Saouseusse, carne trita stagionata, il Lard d’Arnad, morbido lardo, il Teuteun, mammella bovina salmistrata, la Motzetta, aromatica carne essiccata. Il microclima alpino è la gioia delle mele, che qui sviluppano sapori intesi. Assaggiate la Red e la Gold delicious, la Jonagold e la Renetta: crude o cotte, sono dolci e versatili, base di frullati, marmellate dolci o salate, da accompagnare a pregiate pietanze. Dulcis in fundo, i dessert e i vini. Per i primi, assaggiate le tegole, i torcettini – tipici biscotti regionali - e il blanc manger alla valdostana con l’utilizzo di panna; per i secondi, posto d’onore a tutti, come i bianchi Muller-Thurgau e Pinot nero (vinificato in bianco) e i rossi Pinot nero, Gamay, Torrette, Nus Rouge. Mangiato troppo? Ecco un bicchierino di Genepì, digestivo a base di erbe alpine, le artemisie.
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