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Cicloturismo

Giro d'italia

Tappa 5 | Catania - Messina

Durata
1 giorno
Difficoltà
Medio
Periodo migliore

Aprile, Maggio, Settembre

Stupore. Bellezza. Meraviglia. Sono le parole d’ordine del percorso che vi raccontiamo in queste righe, prendendo spunto dalla quinta tappa del Giro d’Italia 2022.

La difficoltà di questo itinerario? Staccare gli occhi dall’Etna, che ruba la scena con la ‘prepotenza’ della sua mole. Eppure, dalla costa catanese alla punta nord-orientale, sono tanti gli orizzonti su cui allungare lo sguardo. Compreso lo Stretto, con la penisola che pare così vicina da poterla toccare.

 

I litorali, certo. E i monti che non ti aspetti

Una terra che porta la firma di due fiumi. Il primo è il Simeto, con il suo estuario a Sud di Catania che forma un’oasi naturale di anse, laghetti e acquitrini. Il secondo è l’Alcantara, capace di scavare nella pietra lavica per migliaia di anni fino a formare le Gole che l’hanno reso famoso. Chi si avventura in questo spicchio di Sicilia, lo fa all’ombra delle montagne: l’Etna, con i suoi 3357 metri, ma anche i picchi dei Monti Peloritani, che dalla punta di Messina scendono fino a ricongiungersi con i Nebrodi. Dalle vette più alte si vede lo Stretto, il braccio di mare (nel punto minimo largo poco più di 3 chilometri) che separa l’isola dalla Calabria e mette in comunicazione il Mar Ionio con il Tirreno.

 

Pedalare nella Sicilia che guarda a Est

Che cosa ci fa un elefante a Catania? E i cervi sulle montagne di un’isola famosa per le sue coste? I monti, poi, che ci azzeccano? Stupore. Bellezza. Meraviglia. Sono le parole d’ordine del percorso che vi raccontiamo in queste righe, prendendo spunto dalla quinta tappa del Giro d’Italia 2022, lunga ben 174 chilometri. Un consiglio: se volete affrontarlo, abbandonate ogni velleità da ciclista duro e puro ed entrate nei panni di un esploratore. Ogni tanto scendete dalla sella e perdetevi in una chiesa, sul sentiero di un parco naturale, in un borgo di pescatori. Non ve ne pentirete.

Catania, regina del barocco

giro d italia 5 cattedrale sant agata

Vietato partire senza avere visto prima Catania, che fa parte del sito Unesco “Le città tardo barocche del Val di Noto”. Nel cuore della parte vecchia si trova la Cattedrale di Sant’Agata. Era originariamente una costruzione normanna, distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita con un mix chiaroscuro di pietra lavica (nera) e pietra calcarea di Siracusa (biancastra). Al suo interno, riposano le spoglie del compositore Vincenzo Bellini, originario di qui. Fuori, nella piazza antistante, la Fontana dell’Elefante, “u’ liotru” per i catanesi che lo considerano un portafortuna. Se vi resta del tempo, fate un salto al Castello Ursino, l’imponente maniero voluto da Federico II che oggi ospita il Museo Civico. A questo punto potete mettere le mani sul manubrio, per attaccare il percorso che corre lungo il litorale attraverso strade ampie, con molte curve, ma sempre pianeggianti. Dopo il passaggio da Acireale, un altro trionfo del barocco, arriverete alle porte di Taormina.

Tra Nebrodi e Peloritani, le montagne vista mare

giro d italia 5 novara sicilia

Qui il tracciato vira verso l’entroterra e la musica per chi è sulle due ruote cambia. Di fronte a voi, infatti, avete la salita di Portella Mandrazzi, con una pendenza media del 4 per cento. Ma il fascino di questo pendio sta nel suo essere uno spartiacque tra le due catene montuose più importanti di questa regione. Da una parte i Nebrodi, un po’ far west verde e un po’ arca di Noè, dove vivono aquile reali, grifoni, suini neri, cervi e caprioli, cavalli sanfratellani; dall’altra i Peloritani, con le loro terrazze panoramiche sullo Stretto. A pochi chilometri dall’inizio della lunghissima discesa, un piccolo gioiello: Novara di Sicilia, un borgo dall’anima medievale, in cui camminare tra viuzze sormontate da archi, chiese e costruzioni in pietra arenaria decorate dagli scalpellini.

Ganzirri e Messina, profumo di mare

giro d italia 5 chiesa del cristo re

Una volta arrivati sulla costa settentrionale, si pedala lungo una strada costiera pianeggiante, che invita a premere sui pedali e a tenere ritmi alti. Ma a circa 15 chilometri dal traguardo di questa seconda tappa ispirata al Giro d’Italia 2022, c’è un piccolo paese che spinge a scendere dalla sella. Si chiama Ganzirri ed è un villaggio marinaro da cartolina. Concedersi una sosta qui significa entrare nei panni dei marinai: si può salire su una feluca, partecipare a una battuta di caccia allo spada, trascorrere una giornata su un peschereccio, calare le reti. Infine, due appunti su Messina, città del traguardo ma soprattutto dello Stretto: pausa obbligata all’Orologio di Piazza Duomo, uno dei segnatempo astronomici più grandi al mondo, e al Belvedere del Cristo Re, da dove ammirare il panorama sulla Calabria.

A cura della redazione di RCS Sport