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Cicloturismo

Giro d'Italia

Tappa 11 | Santarcangelo - Reggio Emilia

Tipologia
percorso ciclistico
Durata
1 giorno
Difficoltà
Facile
Periodo migliore

Aprile, Maggio, Giugno, Settembre

Premere sui pedali, sudare, tenere duro è un po’ sintonizzarsi con questa terra operosa, lavoratrice, madre di una quantità incredibile di eccellenze enogastronomiche. Temete di non farcela? Impossibile: saranno i richiami storici e le bellezze del paesaggio a convincervi a proseguire

 

Nella pianura generosa di bontà

L’Emilia Romagna è tagliata in due in senso diagonale dalla via Emilia, la strada costruita per supportare il commercio durante l’Impero Romano. A sinistra, l’Appennino Tosco-Emiliano; a destra, nella parte in cui si snoda questo itinerario, la porzione emiliano-romagnola della Pianura Padana: una piana (la più estesa d’Italia) di natura alluvionale che degrada in maniera quasi impercettibile fino al mare. Siamo in una delle terre più fertili del nostro Paese, grazie al clima particolarmente favorevole e a un terreno poco permeabile, che non permette all’acqua di scendere troppo in profondità. Perciò non stupitevi se pedalerete in mezzo a distese di frumento e di barbabietola da zucchero, frutteti, uliveti e vitigni, interrotti da caseifici, aziende agricole e allevamenti.

 

In sella attraverso la pianura dell’Emilia Romagna

Da Santarcangelo di Romagna a Reggio Emilia, percorrendo la Via Aemilia, l’arteria commerciale tracciata dal console Marco Emilio Lepido nel 187 a. C.. Si respira la storia nell’itinerario di cui vi parliamo in questo articolo, che riprende la tappa numero 11 del Giro d’Italia 2022. Ma non solo. Questi 203 chilometri di ampi rettilinei alla portata di tutti sono una freccia scagliata nel cuore di un patrimonio enogastronomico preziosissimo. Tra primi piatti, piade, tigelle, salumi e formaggi, non farete fatica a ritrovare le energie dopo la giornata in bicicletta.

Da Cesena a Imola: cultura e tagliatelle

Solo una dozzina di chilometri dalla partenza a Santarcangelo di Romagna, il borgo medievale dalla forte identità romagnola, e il tracciato suggerisce una sosta all’insegna della meraviglia. A Cesena, infatti, si trova la Biblioteca Malatestiana, la più antica biblioteca civile al mondo, intatta da oltre 600 anni: dal 2008 è inserita nel Registro UNESCO Memoria del Mondo. Ma anche il passaggio a Forlimpopoli, la città di transito dei pellegrini diretti a Roma nel medioevo, vi lascerà a bocca aperta: il centro storico, infatti, è dominato dall’imponente Rocca Albornoziana, edificata a metà del Trecento e ancora oggi una delle meglio conservate della regione. Dopo le gioie della mente, quelle del palato. Forlimpopoli è la città che ha dato i natali al famoso gastronomo Pellegrino Artusi, autore del manuale La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene. Non per niente, Casa Artusi ospita il primo centro dedicato alla cucina domestica italiana. Il modo migliore per rendergli omaggio? Con una cena a base di tagliatelle e polpettone, annaffiato da un calice di Sangiovese. Arrivati a Imola, espiate i vostri peccati di gola con una visita alla gigantesca biglia che contiene l’effige del campionissimo Marco Pantani

Dozza e Bologna: street art e tortellini

La parte centrale di questo itinerario vanta due tappe che di per sé valgono un weekend. La prima è Dozza, il borgo medievale arroccato sul crinale di una collina e famoso per essere un museo a cielo aperto. Lo è: dal 1960 qui si celebra la Biennale del Muro Dipinto, una rassegna che negli anni ha coinvolto oltre 200 artisti equipaggiati di pennelli e bombolette spray. Il risultato? I muri dei negozi e delle botteghe sono ricoperti di oltre 100 murales dai colori vivacissimi. Ancora una trentina di chilometri e il percorso arriva a Bologna, capoluogo dell’Emilia Romagna. Come impegnare un pomeriggio di stacco dalla biciletta? Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per sgranchire le gambe, ci sono ben 38 chilometri di portici (alcuni dei quali sono stati nominati sito UNESCO nel 2021) che abbracciano l’intero centro storico. Per stuzzicare la mente, niente di meglio che la Basilica di San Petronio, affacciata su Piazza Maggiore: nel grandioso interno è custodita la meridiana di Cassini, la più grande al mondo (lunga 66,8 metri). Per strabuzzare gli occhi, salite la scala che porta in cima alla Torre degli Asinelli, a oltre 97 metri. Per accontentare lo stomaco, basta una trattoria qualunque, dove gustare tortellini, ragù e mortadella.

A Reggio Emilia: scene da opere d’arte e scaglie di bontà

Da questo punto, l’itinerario devia dalla via Emilia e si addentra nell’entroterra, attraversando paesini come Crevalcore, Cavezzo e Coreggio. Ci si avvicina al fiume Po, dove creava il suo mondo naïf il pittore Ligabue. O, per restare più vicini alla cultura pop, dove è stata girata la saga di Don Camillo e Peppone. L’arrivo alla destinazione finale di Reggio Emilia è ancora nel segno della storia: è in questa città, infatti, che nel 1797 è nato il tricolore italiano, esposto nella sala del Consiglio comunale. Merita anche una puntata al torrazzo, il campanile della Basilica di San Prospero. Ma anche Reggio Emilia, così come le altre località di questo percorso, ha un cuore da mordere. In questo caso ha il sapore del Parmigiano Reggiano, ingrediente principe di tutta la cucina locale.

 

A cura della redazione di RCS Sport

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