Da Gazzano a San Pellegrino in Alpe
La prima tappa di questo percorso corrisponde all’’ottava tappa della Via Matildica ed è la più alta e impegnativa dell’intero percorso.
Parte da Gazzano e raggiunge lo spartiacque dell’Appennino per arrivare a San Pellegrino in Alpe, al confine tra Emilia e Toscana. In caso di maltempo o nei mesi più freddi, è possibile seguire la variante 8b descritta sul sito ufficiale della Via Matildica.
Da Gazzano si prosegue verso Civago passando tra le rovine della Torre di Amorotto.
Si raggiunge quindi Case Civago e da qui il Rifugio Segheria, per imboccare il sentiero 681 verso il Passo delle Forbici.
Un altro sentiero porta poi al punto più alto dell’intero cammino: il Passo del Giovarello - quasi 1700 metri - dal quale la vista è spettacolare.
Dal Giovarello si scende verso la Piana della Maccherie e i campi di San Geminiano, fino al Passo delle Radici.
Qui il percorso piega a destra e, attraversando boschi e prati, passa dal Rifugio Pradaccio. Dopo circa un chilometro si giunge a San Pellegrino in Alpe.
Da San Pellegrino a Castelnuovo di Garfagnana
Una lunga discesa ci porta nel cuore della Garfagnana.
Superato San Pellegrino in Alpe, si raggiunge Valbona e da qui, lungo una stretta strada asfaltata, si arriva nel centro di Castiglione di Garfagnana, un borgo circondato da mura medievali e caratterizzato da vicoli suggestivi.
Attraversato il ponte medievale di Castiglione, si prosegue prima su un sentiero, poi su una strada sterrata che costeggia il fiume fino a raggiungere Pieve Fosciana e quindi Castelnuovo di Garfagnana, punto di incontro con la Via del Volto Santo.
Da Castelnuovo di Garfagnana a Barga
A Castelnuovo merita una visita la Rocca Ariostesca così chiamata in onore di Ludovico Ariosto che vi soggiornò tra il 1522 e il 1525 durante il suo mandato come governatore della Garfagnana per conto della famiglia d’Este.
Lasciando il borgo si sale lungo la Via Montealtissimo fino a Palazzetto: da qui un sentiero che entra nel bosco offre un’ampia veduta sulla valle.
Si prosegue lungo una strada sterrata che conduce alle rovine della chiesa romanica di Santa Maria Maddalena e da qui fino a Cascio.
Dopo Cascio si raggiunge Gallicano e, attraversato un lungo ponte sulla Valle del Serchio, il cammino risale verso San Bernardino. Attraverso delle stradine di campagna si giunge infine a Barga, una cittadina medievale inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia.
Da Barga a Borgo a Mozzano
Dal centro di Barga, nei pressi del Duomo, si prosegue verso Porta Macchiaia. Seguendo l’antico acquedotto si arriva alla chiesa della Fornacetta e da lì al borgo di Buvicchia.
Un sentiero in discesa attraversa il torrente Loppora e conduce alla Pieve di Santa Maria a Loppia e al ponte in pietra che porta a Filecchio, dove si trova anche un lavatoio antico.
Da qui si raggiunge Ponte all’Ania.
Il percorso sale quindi verso Piano di Coreglia e la chiesa di San Lorenzo, prosegue al Castello di Ghivizzano con la torre di Castruccio Castracani e attraversa il Serchio.
Una salita su un ampio sentiero conduce poi a Rocca, da cui inizia la discesa fino a Borgo a Mozzano, noto per il celebre Ponte della Maddalena, detto anche Ponte del Diavolo.
Da Borgo a Mozzano a Lucca
Lasciato Borgo a Mozzano si cammina lungo una strada di campagna, passando accanto al Museo della Linea Gotica e attraversando un sottopasso fino a raggiungere Diecimo, con la pieve di Santa Maria voluta da Matilde di Canossa.
Si prosegue verso Valdottavo e poi verso San Donato, quindi si raggiunge Ponte a Moriano. Attraversato il ponte sul Serchio, si imbocca la pista ciclopedonale che costeggia il fiume per circa dieci chilometri, fino ad arrivare sotto le mura di Lucca.
Da qui si entra in città attraverso il Baluardo di San Frediano e si raggiunge il Duomo di San Martino, dove si può ammirare il Volto Santo, meta finale del cammino.