Tra le colline della Vallesina e il corso dell’Esino, Maiolati Spontini riunisce due anime diverse e complementari. Il borgo storico di Maiolati domina dall’alto un paesaggio disegnato da vigneti, oliveti, campi coltivati e aree boscate; nel fondovalle si estende invece Moie, centro vivace cresciuto nel corso del Novecento. A legare questi luoghi sono la memoria di Gaspare Spontini, l’architettura romanica e una cultura rurale profondamente radicata nel territorio.
Il borgo di Gaspare Spontini
L’identità di Maiolati è inseparabile da quella del compositore Gaspare Spontini, nato qui nel 1774 e protagonista del teatro musicale europeo tra Parigi e Berlino. Il suo nome fu aggiunto a quello del comune nel 1939, ma la sua presenza si avverte in tutto il centro storico. La casa natale, dichiarata monumento nazionale nel 1924, conserva l’aspetto essenziale dell’abitazione in cui trascorse l’infanzia. Poco distante, il Museo Gaspare Spontini occupa invece la dimora acquistata e trasformata dal musicista e dalla moglie Celeste Erard in vista del loro ritorno a Maiolati. Nelle sale sono esposti spartiti, manoscritti, ritratti, arredi, oggetti personali e due fortepiano costruiti nel 1820 dai Fratelli Erard. Il museo comprende inoltre un archivio e una biblioteca dedicati alla sua opera.
Di fronte al museo, la Chiesa di San Giovanni custodisce il sarcofago di Spontini, ornato da un medaglione tradizionalmente attribuito ad Antonio Canova. Il percorso prosegue nel Parco Colle Celeste, voluto dal compositore come luogo di pubblico passeggio e dedicato alla moglie. Il lungo viale alberato raggiunge un boschetto e una balconata dalla quale, nelle giornate limpide, lo sguardo segue la valle dell’Esino verso l’Adriatico. Nel nucleo medievale si incontrano anche il Palazzo della Comunità, che un tempo segnava l’accesso al castello, la Chiesa di Santo Stefano e i resti delle strutture difensive ricostruite dopo la distruzione del borgo nel 1428.
Moie, dall’abbazia alla Fornace
A valle, Moie custodisce uno dei principali monumenti romanici delle Marche: l’Abbazia di Santa Maria delle Moie, fondata dai benedettini e costruita probabilmente nei primi decenni del XII secolo. L’edificio in pietra calcarea presenta una pianta a croce greca inscritta, tre navate e cinque absidi, secondo un modello che richiama altre grandi abbazie medievali dell’entroterra marchigiano. La storia più recente della frazione rivive nell’ex fornace di laterizi, recuperata come centro culturale eFFeMMe23 Biblioteca La Fornace. La ciminiera, le volumetrie industriali e il forno Hoffmann del 1923 fanno da cornice a una biblioteca, a spazi per incontri e ad attività rivolte a tutte le età. Da Moie potete inoltre raggiungere la Via dei Tesori, itinerario ciclopedonale che segue il corso dell’Esino e collega diversi centri della Vallesina attraverso campagne, parchi fluviali e strade secondarie.
I sapori delle colline del Verdicchio
Maiolati Spontini rientra nell’area storica del Verdicchio dei Castelli di Jesi, il vino che meglio racconta le colline della Vallesina. La cucina locale condivide i piatti della tradizione contadina marchigiana, dalla crescia ai vincisgrassi, dal coniglio in porchetta al lonzino di fico. Sapori da scoprire nelle trattorie e negli agriturismi, completando una visita fatta di musica, paesaggio e storia.