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Piazza della Vittoria

Il trionfo del razionalismo Anni 30

Piazza della Vittoria di Brescia è uno dei più significativi esempi di architettura del ventennio fascista e del secondo dopoguerra. Costruita fra il 1927 e il 1932 su progetto dell'architetto e urbanista Marcello Piacentini, sorge sulle ceneri del quartiere delle Pescherie, una parte del centro storico medievale che venne demolita per lasciare spazio al nuovo piano urbanistico di concezione razionalista.

Disegnata con una forma a L, la piazza ospita sull'angolo retto interno l'alto Torrione INA, Istituto Nazionale Assicurazioni, che con i suoi 15 piani e 57,25 m d'altezza è il primo grattacielo costruito in Italia e tra i primissimi in Europa. A nord sorge il grande Palazzo delle Poste, con il suo rivestimento in bicromia bianco-ocra. Completa lo spazio la Torre della Rivoluzione, con un orologio e, in passato, un bassorilievo raffigurante Mussolini a cavallo. Nel secondo dopoguerra venne smantellato insieme ad altri elementi rappresentativi dell'ideologia fascista, inclusa una grande scultura di Arturo Dazzi, intitolata "L'Era Fascista" ma popolarmente nota come il "Bigio".

Sotto la torre si trova l’Arengario, in pietra rossa di Tolmezzo, utilizzato come palco per gli oratori durante le adunanze cittadine e decorato da un ciclo di nove lastre marmoree lavorate a bassorilievo. Ognuna di esse raffigura, in ordine cronologico, un momento o un personaggio saliente della storia cittadina. La piazza è sede del mercato dell'antiquariato ogni seconda domenica del mese.

Piazza della Vittoria

Piazza della Vittoria, Brescia BS, Italia

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