Museo Archeologico Oreste Nardini a Velletri: quattrocento reperti dalla città dei Volsci
Il Museo Archeologico Oreste Nardini ha sede nel Palazzo Comunale cinquecentesco di Velletri, nel cuore dei Castelli Romani. Espone circa quattrocento reperti che raccontano la storia del territorio dalla Protostoria al Medioevo: bronzi, epigrafi, sculture, ceramiche e sarcofagi provenienti dall'antica Velitrae volsca e dalla successiva colonia romana.
Il Sarcofago delle fatiche di Ercole
Il pezzo più celebre è il Sarcofago di Velletri, ritrovato nel 1955 e datato al II secolo d.C. Con le sue 184 figure scolpite — le fatiche di Ercole, scene dell'oltretomba, divinità olimpiche — è considerato uno dei capolavori della scultura funeraria romana. Lo si osserva anche dall'alto, grazie a un affaccio dal secondo piano. Altre opere di rilievo: la Lastra dell'Orante del IV secolo con scene bibliche, le lastre architettoniche in terracotta di un tempio etrusco-italico del VI secolo a.C., il Sarcofago della Civitana del III secolo. Nel corridoio d'ingresso, una copia della Pallade di Velletri — l'originale è al Louvre.
Da Oreste Nardini a oggi
Il museo nasce nel 1920 per volontà dell'ingegner Oreste Nardini, ispettore onorario agli scavi. Dopo le perdite della guerra e decenni di chiusure, riapre stabilmente nel 1992. Dal 2004 ha il Marchio di Qualità della Regione Lazio. Il primo nucleo della collezione risale al 1881, dai ritrovamenti nella località Fosso del Metabo.