Chiesa di Santo Stefano Protomartire a Pietraforte: un Vanni nella Sabina dei Santacroce
Nella frazione di Pietraforte, a Pozzaglia Sabina, la Chiesa di Santo Stefano Protomartire compare per la prima volta nel 1252, in un inventario della diocesi di Rieti. Ma l'aspetto attuale è seicentesco: in un angolo della chiesa è inciso l'anno 1645, data dei lavori voluti dai marchesi Santacroce, feudatari del borgo per quasi tutto il Seicento. L'interno è a navata unica con soffitto a cassettoni e tre altari circondati da finte colonne con trabeazioni barocche.
Un quadro della scuola di Pietro da Cortona
Sull'altare centrale c'è la tela di Raffaello Vanni — pittore senese, figlio di Francesco Vanni, e seguace di Pietro da Cortona — che raffigura Sant'Elena che scopre la vera croce. Vanni fu principe dell'Accademia di San Luca dal 1658 al 1660 e portò il barocco romano nella sua Siena. Questa tela è una delle poche sue opere fuori dalla Toscana. Nei due altari laterali ci sono una Madonna del Rosario con Santi e un Martirio di Santo Stefano.
Decorazioni che ne nascondono altre
Sulle trabeazioni, mascheroni con motivi floreali e piccoli putti. Ma la cosa curiosa sono le pareti: le decorazioni ottocentesche — finte metope e motivi a treccia — in alcuni punti coprono pitture più antiche. Chi restaurerà, troverà sorprese.