Maenza sui Monti Lepini: il borgo del miracolo delle aringhe e della Passione di Cristo
A 116 km da Roma, Maenza si aggrappa ai Monti Lepini attorcigliata attorno al suo Castello Baronale. Caetani, Borgia, Aldobrandini, Borghese, Pecci: cinque famiglie feudatarie che hanno lasciato il segno nei vicoli, nelle case-torri e nell'antica Loggia dei Mercanti. L'ultima ha dato i natali a papa Leone XIII. Il castello è visitabile oggi come sede del Civico Museo del Paesaggio.
San Tommaso e le aringhe
Nel 1274 il castello ospitò San Tommaso d'Aquino, prima che si trasferisse all'Abbazia di Fossanova dove morì. È qui che la tradizione colloca il suo primo miracolo: un pescatore arrivò con un cesto di alici da Terracina, e quando lo aprirono erano diventate aringhe. Un pellegrinaggio di 15 chilometri ripercorre l'ultimo tragitto del santo. In piazza Duomo, una scultura in travertino e bronzo di Gabriele Jagnocco racconta l'episodio con tutti i suoi simboli: le aringhe, il ramo d'ulivo, i libri, il profilo del castello.
Ciliegie, chiesa e Passione
Accanto al castello, la chiesa di Santa Maria Assunta custodisce l'affresco della Madonna delle Cerase. Alla Domenica delle Palme e al Venerdì Santo va in scena la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo: dal 1969 parte della rete Europassion e riconosciuta a livello internazionale. A metà giugno si tiene la Sagra delle Ciliegie.