Torre e Palazzo dell'Abate Giovanni V: cosa si nasconde nella parte alta di Gerano
La Torre e il Palazzo dell'Abate Giovanni V occupano la parte alta di Gerano, raggiungibile solo a piedi attraverso gradinate e portici che partono dalle tre antiche porte: Porta Maggiore, Porta Amato e Porta Cancello. Il complesso si trova lungo la Via di Sopra, detta anche Via del Palazzo, sopra l'antica via Maestra.
L'Abate, il Vescovo e un cantiere da finire
Nel 1077-78 il complesso è ancora in costruzione. Lo sappiamo dal “Breve Recordationis”, un documento di Papa Gregorio VII che invita i due prelati contendenti - l'Abate di Subiaco e il Vescovo di Tivoli - a completare insieme l'opera. Entrambi potranno accedervi liberamente. Ma l'Abate, per suo conto, si costruisce una cappella privata all'ultimo piano, sopra l’inizio del portico comunale.
Quello che si vede oggi
La torre si alza sopra l'attuale San Lorenzo, in posizione strategica sulla "via romana" che collegava Tivoli a Subiaco o Ferentino. L'interno ha perso la sua unitarietà — i condomini nel tempo hanno smembrato gli spazi, chiudendo la scalinata al secondo piano. All'esterno resistono due balconcini seicenteschi, stucchi sul portale della ex caserma pontificia e, più in alto, un ovale con putti.
Cosa si incontra salendo a piedi
Sul percorso si incontrano due pozzi-cisterne comunali inglobati in palazzi privati, due botteghe artigiane col banco di lavoro ancora sulla porta di ingresso, archi che si aprono su un capitello in pietra. Costruzioni aggrappate alla roccia, attraversate da strade su più livelli.