Chiesa di Sant'Erasmo a Formia: quindici secoli di storia nel borgo di Castellone
La Chiesa di Sant'Erasmo si trova nel borgo di Castellone a Formia. È uno dei luoghi di culto più antichi della zona: sotto il pavimento si nasconde un'area archeologica che va dal I al XVIII secolo.
Da cattedrale a parrocchia
La chiesa sorge sulla sepoltura di sant'Erasmo, protovescovo formiano martirizzato tra il III e il IV secolo. Papa Gregorio Magno cita la chiesa già nel 590. A causa delle incursioni saracene del IX secolo la sede vescovile viene spostata a Gaeta e la cattedrale è degradata a semplice chiesa. Nel 919 i benedettini costruiscono accanto un monastero — acquisito dall’abbazia di Montecassino tra il 1058 e il 1066. Nel 1491 l'abate commendatario Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II, vende tutto ai monaci olivetani, che vi rimangono fino alla soppressione degli ordini religiosi del 1806. Da allora la parrocchia è retta dal clero diocesano.
Cosa si vede dentro e sotto la chiesa
All’interno si trovano tre navate con pilastri gotici e volte a crociera. L'altare maggiore è barocco, in marmi policromi. L'organo a canne viene costruito nel 1912 da un organaro inglese, Thomas Pendlebury, per una chiesa metodista nello Yorkshire e arriva a Formia nel 1988. Ma il vero colpo d'occhio sta sotto: tra il 1970 e il 1976 gli scavi portarono alla luce una necropoli romana, la tomba martiriale del IV secolo, la cripta carolingia e le botteghe benedettine dell'XI secolo.