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Torino, capitale storica del cinema italiano e dei grandi festival cinematografici

La settima arte a Torino

6 minuti

Le radici del cinema italiano affondano in Piemonte e Torino ne è stata la prima capitale fin dal 1896, quando i Fratelli Lumière allestirono in città la prima proiezione cinematografica in Italia. Qui nacquero i primi teatri di posa e le prime sale cinematografiche, rendendo Torino un set urbano unico e una destinazione simbolo per la storia del cinema italiano e internazionale.

Oggi la città continua a essere un punto di riferimento per il cinema e l’audiovisivo, promuovendo e ospitando festival di grande prestigio dedicati a spettatori di ogni età, come il Torino Film Festival, Lovers Film Festival, CinemAmbiente, Sottodiciotto Film Festival e il multimediale VIEW Conference.

Il Museo Nazionale del Cinema

Il Museo Nazionale del Cinema

Tempio della settima arte è la Mole Antonelliana, che oggi ospita il Museo Nazionale del Cinema e la straordinaria collezione di 1.800.000 opere tra pellicole, documenti d'archivio, fotografie, apparecchi e oggetti d'arte, manifesti e memorabilia esposti nelle teche sulla rampa elicoidale che sale verso la cupola. Nel cuore di Torino, all’interno dell’iconica Mole Antonelliana, è più che una semplice esposizione: è un viaggio immersivo nella storia della settima arte, capace di affascinare tanto gli appassionati quanto i visitatori curiosi.

Appena entrati, si viene accolti in uno spazio scenografico che sembra un set cinematografico a grandezza naturale. Luci soffuse, proiezioni e installazioni interattive accompagnano il pubblico lungo un percorso che racconta l’evoluzione del cinema, dalle prime lanterne magiche fino alle più moderne tecnologie digitali. Ogni sezione è pensata per coinvolgere: si passa dalle origini del movimento alle grandi produzioni hollywoodiane, con costumi, oggetti di scena e memorabilia originali.

 Uno degli elementi più suggestivi è l’allestimento verticale della Mole: lo sguardo sale verso l’alto seguendo una spirale di schermi e pannelli espositivi, mentre comode chaise longue permettono di sdraiarsi e godersi spezzoni di film proiettati sul soffitto. È un’esperienza quasi onirica, che trasforma la visita in un momento di contemplazione oltre che di scoperta. Imperdibile anche l’ascensore panoramico in vetro, che attraversa il vuoto centrale della Mole e conduce fino alla terrazza. Da qui, Torino si svela in tutta la sua eleganza, con le Alpi sullo sfondo: un finale perfetto per una visita che unisce cultura, storia e meraviglia. Il Museo Nazionale del Cinema non è solo una tappa turistica, ma un luogo capace di raccontare emozioni, sogni e immaginazione. Un’esperienza che resta impressa, proprio come un grande film.

La Hollywood sul Po

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Passeggiando per le vie del centro e della periferia è facile scoprire alcune tra le location più affascinanti e i luoghi dei principali ciak ambientati nel capoluogo piemontese. A cominciare dalla vecchia stazione di Porta Susa, ad esempio, che accolse nel 1914 le riprese del film muto “Cabiria”, il primo grande kolossal della storia del cinema. Le riprese si tennero principalmente tra Lungo Dora e le Valli di Lanzo, ma la statua del dio Moloch usata per il film oggi si trova esposta all’interno del Museo del Cinema. Mitico, nel 1956, anche “Guerra e Pace”, tratto dal romanzo di Tolstoj, girato nella Residenza Sabauda del Castello del Valentino con Audrey Hepburn e Henry Fonda. E come non ricordare "The Italian job" con le inconfondibili Mini Cooper tra Villa della Regina e la Pista del Lingotto.

Marcello Mastroianni, Jacqueline Bisset, Jean-Louis Trintignant calcarono il suolo di piazza della Repubblica e del mercato di Porta Palazzo (il più grande d’Europa) per “La donna della domenica” di Luigi Comencini uscito nel 1975. Tra le pellicole più famose di quello stesso anno vi è anche “Profondo rosso” di Dario Argento che scelse con cura i set della Torino liberty della collina oltre che la scenografia, alla De Chirico, di piazza CLN. “Santa Maradona” è stato, invece, il film cult dei trentenni alle soglie del nuovo millennio, interpretato da Stefano Accorsi in una Torino che sta cambiando volto e che scopre la “movida”, con un set tra via Lagrange e via Teofilo Rossi. I palazzi nobiliari del centro di Torino fanno da sfondo del “Divo” Toni Servillo nei panni di Giulio Andreotti: il film di Paolo Sorrentino, premio della giuria al Festival di Cannes 2008, venne realizzato quasi interamente a Torino. Tra gli altri, ricordiamo anche “Venuto al mondo”, kolossal internazionale diretto da Sergio Castellitto e interpretato dalle star di Hollywood Penelope Cruz e Emile Hirsch, dove la Cavallerizza Reale diventa in uno scorcio della Sarajevo al tempo della guerra dei Balcani. E come non citare la commedia paradossale “Benvenuto Presidente”, dove Claudio Bisio è un cittadino qualunque che per uno strano caso diventa Presidente della Repubblica? La Reggia di Venaria e i palazzi storici di Torino anche qui si trasformano nei palazzi del potere romano. 

Oggi Torino si conferma quale contemporanea “officina dei sogni” di produzioni cinematografiche e audiovisive di forte richiamo internazionale, ma anche per scelta per set tra i più attivi e strutturati sia per il grande schermo che per produzioni in streaming. Qualche esempio? Dal docu – film “Pellizza – Pittore da Volpedo”, incentrato sulla figura del tormentato pittore divisionista e autore della tela “Il Quarto Stato”, al kolossal "Il Conte di Montecristo" (girato tra Palazzo Reale, Galleria Subalpina, Teatro Carignano, Museo del Risorgimento e Palazzina di Caccia di Stupinigi, oltre ad altre location piemontesi); dalla serie tratta dal capolavoro di Tomasi di Lampedusa "Il Gattopardo" a due fiction che hanno conquistato i telespettatori anche per il ruolo fuoriclasse del capoluogo torinese: parliamo di "Cuori 3" (con la regia del torinese Riccardo Donna, ambientata negli anni ’70 con focus sul complesso ospedaliero delle Molinette) e "La legge di Lidia Poët", dedicata alla prima donna ad entrare nell'Ordine degli Avvocati in Italia, che vede svolgersi le sue avventure fine Ottocento sullo sfondo di palazzi storici del centro emblematici dell’Italia post -unificazione fino al magnifico Cimitero monumentale e alle sponde del Po, animate dalle prime società di canottieri fondate in Italia.

Piemonte in scena

Piemonte in scena

Genialità e vitalità cinematografica sono il comune denominatore di Torino e di tutto il Piemonte. Una vocazione che affonda le radici nella storia stessa del cinema italiano e che oggi continua a rinnovarsi grazie a un ecosistema creativo dinamico, capace di attrarre produzioni da tutto il mondo.

Cuore pulsante di questo sistema è la Film Commission Torino Piemonte, nata con il sostegno della Regione e la collaborazione di numerose realtà culturali e associative del territorio. Più che un semplice ente di supporto, la Film Commission rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per l’industria audiovisiva: accompagna le produzioni in ogni fase, dalla ricerca delle location alla logistica, fino al coordinamento con istituzioni e maestranze locali.

Il territorio piemontese si distingue per una straordinaria varietà di scenari. In catalogo si contano oltre 800 location: dalle architetture barocche del centro storico di Torino alle residenze sabaude, dai paesaggi alpini alle colline patrimonio UNESCO, fino ai borghi e ai contesti industriali riconvertiti. Questa ricchezza ha reso la regione un set d’eccellenza per più di 1.300 titoli tra produzioni italiane e internazionali, serie televisive, film d’animazione, cortometraggi e documentari.

A supporto dei professionisti, la Film Commission mette a disposizione una dettagliata  production guide, uno strumento pratico e completo che facilita ogni aspetto organizzativo: permessi, fornitori locali, servizi tecnici e contatti con le maestranze. Un aiuto concreto che rende il Piemonte non solo una meta suggestiva, ma anche una scelta efficiente e competitiva per il mondo del cinema. In questo contesto, Torino e il Piemonte si confermano non solo luoghi da raccontare sul grande schermo, ma veri e propri protagonisti della narrazione cinematografica contemporanea, dove tradizione e innovazione si incontrano dando vita a nuove storie e visioni.  

Dove è nata la TV italiana

Dove è nata la TV italiana

Una storia gloriosa e in piena evoluzione, quella della Torino del cinema, che non può mancare di includere una visita al Museo della Radio e della Televisione RAI. Fondato nel 1953 per diretta iniziativa della RAI nel centralissimo centro di produzione di Via Verdi, con oltre 1500 reperti, tra apparecchi storici, costumi e microfoni, è fondamentale da visitare per ripercorrere la storia dei media in Italia, dall'evoluzione tecnologica dagli anni '20 alla TV digitale. 

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