L'Abbazia di San Vincenzo al Furlo sorge sulla riva sinistra del fiume Candigliano, alle porte della Gola del Furlo. Di origine benedettina, si trova nel territorio di Acqualagna, lungo l'antica via Flaminia, ed è conosciuta anche come San Vincenzo di Petra Pertusa, un nome che richiama la roccia attraversata dalla strada romana nel passaggio della gola. Del complesso monastico rimane oggi soprattutto la chiesa, che conserva nelle sue strutture le tracce di una storia millenaria. Le origini sono incerte, ma un documento dell'XI secolo testimonia che nel 970 il monastero ospitava già una comunità di monaci.
Un monastero lungo la via Flaminia
L'abbazia sorge nell'area dell'antica città romana di Pitinum Mergens, dove secondo alcune ricostruzioni esisteva un tempio pagano. I viaggiatori che attraversavano il difficile passaggio del Furlo vi lasciavano offerte di ringraziamento e questa consuetudine sarebbe proseguita anche dopo l'insediamento dei benedettini. Nel Medioevo il monastero acquistò importanza religiosa ed economica, arrivando a possedere terre e castelli. Nell'XI secolo ospitò due figure centrali della storia monastica: San Romualdo, fondatore della congregazione camaldolese, e San Pier Damiani, che ne divenne abate e vi lavorò alla Vita beati Romualdi.
La storia dell'abbazia fu segnata anche da contrasti con i poteri locali. Un'iscrizione sull'architrave del portale ricorda i lavori di ricostruzione del 1271, successivi ai gravi danni subiti durante le contese con il Comune di Cagli. Dopo un lungo periodo di decadenza, il monastero perse progressivamente la propria funzione originaria e parte degli edifici venne destinata a usi agricoli.
La chiesa e gli affreschi medievali
La facciata in pietra, con il tetto a capanna, conserva un portale ad arco sopra il quale è stata riutilizzata una cornice di epoca romana. L'edificio presenta elementi romanici e interventi successivi, che ne hanno modificato la struttura originaria.
La chiesa oggi è a navata unica, ma in passato era più ampia, come testimoniano le arcate tamponate ancora visibili sul fianco. Il pavimento conserva grandi lastre di pietra di epoca romana e paleocristiana, recuperate e riutilizzate nel corso delle trasformazioni dell'edificio. Sulle pareti rimangono affreschi di scuola umbro-marchigiana, realizzati tra il Quattrocento e il Cinquecento. Tra questi figurano due rappresentazioni della Madonna con il Bambino e immagini di San Vincenzo, San Sebastiano e altri santi.Particolarmente interessante è la Madonna del Latte, una delle pitture più antiche della chiesa, con la Vergine raffigurata frontalmente, il capo coronato e due tende scostate ai lati. In fondo alla navata, una stretta scala di quindici gradini conduce al presbiterio rialzato, illuminato da una monofora ad arco acuto.
La cripta del X secolo
Sotto il presbiterio si trova la cripta, attribuita al X secolo e considerata la parte più antica della chiesa. Vi si accede attraverso due aperture ai lati della scala centrale: una con arco romanico a tutto sesto, l'altra con arco gotico a sesto acuto.
L'ambiente è suddiviso in tre piccole navate da sei colonne di diametro diverso, con capitelli scolpiti che presentano motivi geometrici e vegetali, accanto a figure ispirate ai bestiari medievali. La varietà delle forme testimonia le diverse fasi costruttive dell'edificio.
Al centro si conserva un antico altare-sarcofago, che secondo la tradizione avrebbe custodito le reliquie di San Vincenzo, vescovo di Bevagna, al quale l'abbazia è dedicata. Una piccola abside laterale, visibile anche dall'esterno, apparteneva all'antica navata destra della chiesa. La cripta è accessibile durante gli orari di apertura dell'abbazia.
Informazioni per la visita
L'Abbazia di San Vincenzo al Furlo si trova in località Pianacce, nel Comune di Acqualagna, nei pressi della Riserva Naturale Statale Gola del Furlo. È raggiungibile dalla SS3 Flaminia, utilizzando l'uscita Furlo e seguendo le indicazioni per Pianacce. Nella località sono presenti aree di parcheggio.
Nelle vicinanze dell'abbazia, lungo via Pianacce, si conservano inoltre i resti di un viadotto romano costruito per proteggere l'antica Flaminia dalle piene del fiume Candigliano.
61041 Acqualagna PU, Italia