Nelle Marche basta pedalare pochi chilometri per cambiare completamente paesaggio. Una salita tra gli ulivi può portarvi in un borgo medievale; una strada secondaria tra i campi può trasformarsi poco dopo in un percorso che entra nell'Appennino. La Ciclovia dei Borghi più belli d'Italia nelle Marche nasce proprio per questo: collegare mare ed entroterra attraverso oltre 1.100 chilometri di percorsi ciclabili che mettono in rete i borghi marchigiani presenti nel circuito.
Il progetto è organizzato in cinque anelli provinciali e sfrutta strade poco trafficate, ciclovie esistenti e percorsi panoramici già utilizzati dai cicloturisti locali. Ogni itinerario racconta una parte diversa delle Marche: il Montefeltro e i borghi fortificati del nord, le colline dell'Anconetano, i crinali maceratesi, le vallate del Fermano e i borghi del Piceno affacciati tra Adriatico e Appennino.
La cosa interessante è che qui la bici non serve solo a spostarsi. Serve soprattutto a vivere i borghi. In ogni paese trovate punti di ricarica per e-bike, rastrelliere, totem con QR code e informazioni utili anche per le necessità più pratiche: dove mangiare, dove dormire, punti noleggio, officine e servizi per chi viaggia sulle due ruote. La rete è collegata anche attraverso una web app che permette di seguire le tracce GPS degli anelli, consultare altimetrie e percorsi direttamente dal telefono.
Potete scegliere un solo tratto, costruire un weekend su misura oppure seguire più anelli in momenti diversi: l'importante è prendersi il tempo per entrare nei centri storici, fermarsi nelle piazze, assaggiare i prodotti locali e lasciarsi guidare dal ritmo lento delle colline marchigiane.
Tra borghi fortificati e paesaggi del Montefeltro
Con i suoi 367 chilometri di continui saliscendi tra costa, colline e Appennino, l'itinerario pesarese è uno degli anelli più lunghi e impegnativi della ciclovia. È un percorso pensato per chi ama pedalare tra borghi fortificati, strade panoramiche e paesaggi che cambiano spesso ritmo, dall'Adriatico alle vallate più interne del Montefeltro.
Potete iniziare da Fiorenzuola di Focara, borgo raccolto sulle falesie sopra il mare, e proseguire verso Gradara, dove le mura e la rocca introducono subito all'atmosfera medievale dell'itinerario. Da qui il percorso lascia gradualmente la costa e si addentra in un paesaggio di colline, crinali e piccoli centri storici.
Più avanti raggiungerete Montefabbri, in posizione panoramica, e poi Monte Grimano Terme e Macerata Feltria, dove il paesaggio diventa più mosso e appenninico. Questo è uno dei tratti più adatti a chi ama alternare pedalata e soste, entrando nei borghi per una passeggiata tra vicoli, piazze e affacci sulla campagna.
Il viaggio continua verso Frontino, borgo raccolto e tranquillo dove vale la pena fermarsi senza guardare troppo l'orologio. Se vi fermate a tavola, cercate il bustreng o i piatti legati al tartufo e ai prodotti del Montefeltro. Da qui potete proseguire verso Mercatello sul Metauro e Pergola, prima di rientrare gradualmente verso Mondavio, dominata dalla sua rocca rinascimentale, e Mondolfo, dove il percorso torna ad aprirsi verso le colline più vicine al mare.
Tra mura medievali, vino e Appennino anconetano
L'itinerario anconetano si sviluppa per 222 chilometri tra colline coltivate, borghi murati e paesaggi che si avvicinano poco a poco all'Appennino. Rispetto ai percorsi più montani, le salite sono spesso più dolci e permettono di pedalare con un ritmo regolare tra vigneti, campi e strade secondarie.
Potete partire da Offagna, dominata dalla sua rocca medievale e affacciata sulle colline dell'entroterra. Da qui il percorso si muove tra paesaggi rurali e centri storici in cui vale la pena fermarsi anche solo per una breve visita.
Morro d'Alba è una delle soste più piacevoli dell'itinerario: il borgo conserva un'identità fortemente legata al vino e alle tradizioni della campagna marchigiana. Fermatevi nelle piccole enoteche o nelle trattorie del centro per assaggiare la Lacrima e gli altri grandi vini di queste colline, magari accompagnati da una crescia o da piatti semplici della cucina locale.
Più avanti raggiungerete Corinaldo, circondata dalle sue mura in laterizio. Qui conviene rallentare e allontanarsi dalle vie principali: basta entrare nei vicoli più tranquilli perché il borgo cambi subito atmosfera.
Man mano che vi spingete verso l'interno, il paesaggio diventa più verde e appenninico. Arcevia e Sassoferrato introducono a una parte più panoramica dell'anello, tra salite più marcate, boschi e scorci aperti sulle montagne. È un tratto da affrontare con un buon allenamento oppure in e-bike, concedendosi soste frequenti per godersi il paesaggio.
Sui crinali maceratesi fino ai Sibillini
Quello maceratese è l'anello più lungo e impegnativo della ciclovia: 380 chilometri che attraversano le colline centrali delle Marche fino a entrare nei paesaggi dei Sibillini. Qui il viaggio cambia continuamente ritmo: i dislivelli aumentano, ma aumentano anche le occasioni per fermarsi nei borghi, guardare il panorama e vivere il percorso senza fretta.
Potete partire da Montecosaro e seguire i crinali tra le vallate del Chienti e del Potenza, raggiungendo Montelupone e Montecassiano, tre borghi dove il paesaggio alterna campagne coltivate, filari e scorci aperti sulle colline maceratesi. Fermatevi in una trattoria dell'entroterra per assaggiare i vincisgrassi o il ciauscolo, magari accompagnati da un calice di Ribona.
Proseguendo verso l'interno arriverete a Treia, dove vale la pena rallentare e concedersi una passeggiata nella piazza principale, prima di raggiungere Cingoli, il celebre "Balcone delle Marche", e il suo lago. Poco più avanti, Esanatoglia segna l'ingresso verso l'Appennino, lungo uno dei tratti più piacevoli da percorrere in e-bike, tra strade secondarie, campi coltivati e lunghi crinali panoramici. Lungo questo tratto non mancano le occasioni per fermarsi in una cantina dell'entroterra prima di proseguire verso i Sibillini.
Più a sud l'itinerario entra nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Visso, Sarnano e San Ginesio accompagnano tra vallate, boschi e strade che seguono i profili dell'Appennino, in un susseguirsi di paesaggi dove la natura si intreccia con le leggende dei Sibillini. È il tratto più impegnativo dell'anello, ma anche uno dei più appaganti per chi ama pedalare immerso nella montagna
Tra belvedere sull'Adriatico e vallate del Fermano
L'anello fermano è uno dei più accessibili della ciclovia: 173 chilometri tra colline morbide, belvedere sul mare e vallate coltivate. È un percorso adatto a chi cerca un cicloturismo lento, con salite presenti ma meno impegnative rispetto agli anelli più montani.
Potete partire da Torre di Palme, piccolo borgo raccolto sopra l'Adriatico. Prima di mettervi in sella, fermatevi qualche minuto sui belvedere affacciati verso il mare: è uno dei punti più suggestivi da cui iniziare il viaggio nel Fermano.
Più avanti il percorso attraversa Moresco, riconoscibile da lontano grazie alla sua torre eptagonale. Qui il viaggio conserva un'atmosfera molto tranquilla: basta uscire dalle vie principali per ritrovarsi tra scorci silenziosi e terrazze aperte sulle colline.
Continuando verso l'interno raggiungerete Petritoli e Servigliano, dove il paesaggio cambia lentamente tra vallate coltivate, filari e strade secondarie quasi sempre poco trafficate. Questo è uno dei tratti più piacevoli da percorrere senza fretta: fermatevi nelle trattorie dell'entroterra per assaggiare i piatti della tradizione contadina accompagnati dal vino cotto.
Dall'Adriatico ai borghi del Piceno
L'anello piceno è il più breve della ciclovia: 108 chilometri tra la costa meridionale delle Marche e le colline che guardano insieme l'Adriatico e l'Appennino. È un percorso compatto ma molto vario, in cui in pochi chilometri si passa dal mare ai vigneti, dai borghi fortificati ai crinali aperti verso l'interno.
Partite da Grottammare, con il suo borgo alto affacciato sul mare, e poi risalite gradualmente verso Monteprandone, prima tappa verso un paesaggio più collinare, dove il ritmo rallenta naturalmente.
Più avanti raggiungerete Offida, dove vale la pena fermarsi per visitare Santa Maria della Rocca, costruita su uno sperone panoramico ai margini del borgo. Il centro storico conserva un forte legame con l'artigianato del merletto a tombolo, ancora oggi lavorato dalle merlettaie del borgo, e con la tradizione enogastronomica del Piceno.
Da qui il percorso prosegue verso Ripatransone, borgo di belvederi e scorci sulle colline, noto anche per quello che viene considerato il vicolo più stretto d'Italia. Fermatevi senza fretta nelle enoteche e nelle trattorie del centro storico per assaggiare i vini del territorio, come il Rosso Piceno e l'Offida DOC, insieme alle olive ascolane e ai piatti della tradizione contadina picena.
L'ultima parte dell'anello conduce verso Montefiore dell'Aso, dove il paesaggio torna ad aprirsi tra calanchi, vigneti e affacci panoramici. È una chiusura perfetta per un percorso breve ma intenso, capace di unire mare, colline, arte e sapori del Piceno.