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Made in Italy

Marche: dove il design prende forma

Dove il saper fare diventa forma, funzione e identità

5 minuti

Se pensate che il design viva solo nei grandi saloni e nelle vetrine delle metropoli, vi invitiamo a cambiare prospettiva. Venite nelle Marche. Qui il progetto prende forma tra colline morbide e distretti produttivi silenziosi, in stabilimenti che custodiscono idee diventate icone dell'abitare italiano. Non è solo industria. È cultura del fare. È manualità che si trasforma in innovazione. Dalle cucine esportate in tutto il mondo alle superfici in vetro che sembrano sospese nell'aria, dalla pelle lavorata con cura artigiana alla luce che valorizza musei e città, le Marche raccontano un'eccellenza concreta, radicata nel territorio e capace di parlare al mondo: una qualità riconosciuta anche da premi come il Compasso d'Oro ADI, tra i più autorevoli del design italiano.

 

Dove nascono le cucine italiane

Se vi capita di percorrere la strada che da Pesaro risale verso l'interno, provate a guardare quei capannoni con occhi diversi. Dietro facciate essenziali nascono cucine che avete visto nelle case di mezzo mondo. È qui che marchi come Ernestomeda e Scavolini hanno trasformato un territorio discreto in uno dei cuori pulsanti dell'abitare italiano. Non immaginereste mai che proprio tra queste strade siano state sperimentate soluzioni diventate poi standard internazionali: moduli componibili, sistemi integrati, nuove combinazioni di materiali.

Spostandovi nell'entroterra maceratese, a Treia, incontrate una delle storie imprenditoriali più significative del territorio. È qui che nasce Cucine LUBE, realtà fondata nel 1967 e oggi tra i principali gruppi italiani nel settore dell'arredo cucina. Da laboratorio artigiano ad azienda all'avanguardia con un sistema produttivo strutturato ed innovativo, l'azienda ha costruito nel tempo una presenza solida sui mercati nazionali e internazionali con oggi più di 1650 store, mantenendo sempre il proprio cuore produttivo nelle Marche. Un esempio concreto di come il saper fare locale possa trasformarsi in industria leader a livello globale.

E se vi spingete ancora più a sud, nell'ascolano, scoprirete che la cucina può diventare quasi un abito su misura: TM Italia lavora proprio così, progettando spazi pensati per chi li vive ogni giorno.

Attraversando questi territori non state semplicemente cambiando provincia: state seguendo il filo invisibile di un distretto che costruisce la casa italiana ambiente dopo ambiente.

Il vetro che sfida la gravità

Quando si arriva a Pesaro, viene facile pensare subito al mare. Difficile immaginare che proprio qui il vetro abbia assunto un ruolo così centrale nel progetto d'arredo. Eppure è così. Nel distretto pesarese il vetro non è solo superficie: diventa curva, struttura, forma portante.

Dal 1973, FIAM Italia, con sede a Tavullia, ha trasformato un materiale percepito come fragile in protagonista dell'arredo contemporaneo. Tavoli, specchi, sedute in vetro curvato che sembrano sospesi nello spazio, ma nascono da una cultura profonda della materia: una visione che unisce lavorazione artigianale e ricerca industriale, tradizione e sperimentazione. Per FIAM il vetro diventa struttura, volume, presenza. Supera la funzione decorativa e si afferma come elemento capace di definire identità. Il legame dell'azienda con il territorio è altrettanto concreto: a Pesaro, la storica Villa Miralfiore è stata recuperata e trasformata in spazio espositivo, segno di un'impresa che investe anche nella memoria urbana.

Sempre a Pesaro, Tonelli Design realizza arredi e complementi in vetro, lavorando su soluzioni tecniche che hanno ampliato nel tempo l'uso di questo materiale nel progetto d'arredo. Ma il vetro è solo una parte del racconto. In questo stesso territorio nascono anche le tecnologie che permettono di lavorare non solo il vetro, ma il legno, la pietra, i materiali compositi e il metallo. Ne è un esempio Biesse, gruppo internazionale che sviluppa linee e macchinari impiegati in settori diversi, dall'arredamento all'edilizia fino all'automotive. È un tassello meno visibile, ma fondamentale: qui non nascono solo oggetti di design, ma anche gli strumenti che li rendono possibili.

È questo intreccio tra materia e tecnologia a rendere speciale il distretto pesarese. Una leggerezza che nasce da ricerca, precisione e mestiere. E che, guardando il mare poco distante, non vi aspettereste di trovare proprio qui.

Il comfort che prende forma

Restando a Pesaro, c'è un'altra storia che vale la pena conoscere: quella del comfort. Qui nascono divani e poltrone pensati per durare nel tempo, frutto di una tradizione fatta di mani esperte e attenzione ai dettagli. È il caso di Domingo Salotti, realtà radicata nel territorio, da cui è nato anche il brand Adrenalina, che propone linee più libere, colori decisi, forme che escono dagli schemi. È lo stesso saper fare che cambia tono, ma non perde sostanza.

Proseguendo verso l'entroterra maceratese, la pelle diventa protagonista. La storia di Poltrona Frau nasce a Torino nel 1912, ma è a Tolentino che oggi si concentra il cuore produttivo del marchio. Qui il lavoro sulla pelle è fatto di gesti lenti e sicuri: tagli netti, cuciture quasi invisibili, superfici che cambiano luce a seconda di come le sfiorate. Le poltrone nate in queste colline arredano teatri, hotel, yacht e interni automobilistici in tutto il mondo, ma tutto parte da una cura quasi silenziosa. A Tolentino potete visitare anche il Poltrona Frau Museum, uno spazio che racconta questa storia attraverso oggetti e materiali, permettendovi di capire da vicino come nasce un'icona dell'abitare italiano.

Se vi fermate a toccare queste superfici, vi accorgerete che non è solo una questione di comodità. È equilibrio, misura, identità. È il modo marchigiano di trasformare il comfort in qualcosa che resta.

La luce che cambia lo sguardo

La luce che cambia lo sguardo

A Recanati la materia diventa invisibile. Qui ha sede iGuzzini Illuminazione, azienda nata nelle Marche e cresciuta fino a diventare un punto di riferimento internazionale nell'illuminazione architetturale. La sua ricerca non riguarda solo quanto illuminare, ma come: come distribuire la luce, valorizzare un'opera d'arte, rendere accogliente uno spazio pubblico senza invaderlo.

Molti luoghi che magari avete visitato sono illuminati da sistemi progettati proprio in queste colline: dagli spazi dei Musei Vaticani al Colosseo, fino a musei, teatri e piazze in tutto il mondo. È un lavoro discreto: non si nota la lampada, si nota ciò che diventa più chiaro. Un affresco che rivela nuovi dettagli, una facciata che acquista profondità, una piazza che cambia atmosfera al calare del sole. Qui la luce è pensata come parte dell'architettura, con attenzione all'efficienza energetica e al rispetto degli spazi storici. Passeggiando a Recanati, vi accorgerete che anche ciò che non si vede può fare la differenza.

Dopo legno, vetro e pelle, resta la luce. Quella che rende tutto visibile.

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