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Le Marche viste al cinema e in TV: riconoscete questi luoghi?

Da Ancona a Recanati e Ascoli, sulle tracce di Visconti, Moretti e Piccioni nei luoghi marchigiani che avete già visto sullo schermo

7 minuti

Una piazza già vista con Dustin Hoffman. Nanni Moretti che fa jogging sul molo del porto di Ancona. E poi Recanati, dove il cinema entra nei luoghi veri di Leopardi e qualche volta usa strade e palazzi per raccontarne altri.
Le Marche di film e serie TV ne hanno ospitati davvero tanti. Sarebbe impossibile ritrovarli tutti, e forse non sarebbe neanche così interessante. Qui la scelta è caduta su alcuni casi in cui vale la pena guardare un po' meglio. Perché dietro una scena può esserci una storia che il film non racconta. Ossessione, per esempio, conserva l'immagine di un'Ancona del 1942 che la guerra avrebbe cambiato poco dopo. Altrove capita di riconoscere un luogo e scoprire che sullo schermo gli hanno dato tutt'altro nome.
Se passate per le Marche, provate a cercare questi luoghi. A volte li riconoscerete subito. Altre volte la parte più interessante sarà proprio quella che non avete visto nel film.

Ancona, oltre ottant'anni sullo schermo

Per vedere un'Ancona che in parte non esiste più dovete tornare a Ossessione di Luchino Visconti. Le riprese sono del 1942: alcune sequenze mostrano il porto, il centro e il rione Guasco-San Pietro prima che la guerra li cambiasse per sempre. Poco più di un anno dopo, il bombardamento del 1° novembre 1943, seguito da altri attacchi, avrebbe distrutto gran parte di quell'assetto urbano.
Vale la pena, allora, rivedere quelle scene guardano meno gli attori e un po' di più quello che hanno alle spalle. Ossessione conserva immagini di strade, edifici e scorci che oggi non potreste più ritrovare passeggiando per Ancona. Visconti non lo sapeva, ma stava anche filmando un pezzo di città che di lì a poco sarebbe sparito.
Passano quasi sessant'anni e arriva La stanza del figlio, Palma d'Oro a Cannes nel 2001. Qui Nanni Moretti non cerca di mascherare Ancona né di farle interpretare un'altra città: la lascia essere quello che è, con viale della Vittoria, corso Garibaldi, corso Mazzini, piazza Cavour, il porto: gli stessi angoli in cui potrebbe capitarvi di passare oggi, senza pensarci.
Poi ci sono le immagini più recenti. Io e te dobbiamo parlare porta Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni ad attraversare Ancona, dal porto al Passetto, passando per il centro storico. Anche I Fantastici 5, la fiction con Raoul Bova, ha scelto la città per molte delle sue scene: tra i luoghi che potete riconoscere ci sono il Passetto e le sue grotte, mentre le riprese si spostano poi verso la Riviera del Conero.
Nella serie TV Balene - Amiche per sempre, invece, Ancona smette di fare da sfondo: i protagonisti passeggiano lungo il Viale della Vittoria con il Monumento ai Caduti alle spalle, attraversano in bicicletta piazza Cavour, prendono un caffè in Piazza del Papa. Ma provate anche ad ascoltare. Gli attori parlano un italiano piuttosto neutro, ma ogni tanto spunta un dettaglio che a un anconetano difficilmente sfugge: dicono "in Ancona", non "ad Ancona". Una piccola abitudine linguistica locale arrivata fino ai dialoghi della fiction.
E occhio, perché non tutto ciò che vedete è ciò che sembra. L'Accademia dove si riuniscono Veronica Pivetti, Giorgio Tirabassi e i professori di Balene è in realtà la Biblioteca Planettiana di Jesi, ospitata nel Palazzo della Signoria che si affaccia su Piazza Colocci. Se avete seguito la serie tv, potreste riconoscere quelle sale. Solo che l'Accademia, nella realtà, non esiste.

Sulla Riviera del Conero riconoscere il set è la parte facile

Sulla Riviera del Conero riconoscere il set è la parte facile

Una curva nel bosco e poi, quasi senza preavviso, compare l'Adriatico. Sul Conero non servono grandi scenografie: certe location si riconoscono al primo sguardo, senza neanche doverle cercare.
In Balene - Amiche per sempre il Conero torna più volte, con quelle vedute in cui il verde del monte scende quasi dritto nel mare. E qui ritrovate anche I Fantastici 5: lasciata Ancona, la fiction arriva alla Baia di Portonovo e a Numana. Città e costa sono così vicine che sullo schermo si passa dall'una all'altra quasi senza accorgersene. La serie si spinge però anche più a sud, fino ad Ascoli Piceno, dove tra le location compare il Caffè Meletti. Tenetelo a mente: lo ritroverete più avanti e scoprirete che con il cinema ha un rapporto che dura da molto più tempo.
A Numana si resta anche con Io e te dobbiamo parlare. Ricordate la Costarella? Nel finale del film Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni, in vacanza insieme con le biciclette, si fidano del navigatore e finiscono sui gradini della celebre scalinata. La discesa riserva loro anche un incontro decisamente inatteso. Se avete visto il film, sapete quale.
Fragili, la serie TV con Massimo Dapporto, Corinne Cléry e Barbara Bouchet, ha scelto invece diversi angoli della Riviera del Conero. A Numana si riconoscono il porto e la zona intorno alla Torre. Poi le riprese si spostano a Sirolo, tra i vicoli, nella piazzetta affacciata sul mare e nel piccolo Teatro Cortesi. È facile arrivare a Sirolo, fermarsi davanti al panorama e restare lì. Entrate invece nel centro storico e cercate il teatro: magari, guardando la fiction da casa, non l'avrete neanche riconosciuto.
A Numana fate il contrario: scendete fino al porto. Da queste parti le distanze sono brevi e nello stesso giorno potreste ritrovarvi in diversi luoghi visti nella serie. Ma non trasformate il viaggio in una caccia all'inquadratura perfetta. Ogni tanto giratevi dalla parte opposta a quella che ha scelto il regista.

Sulla Riviera del Conero riconoscere il set è la parte facile
Sulla Riviera del Conero riconoscere il set è la parte facile
Sulla Riviera del Conero riconoscere il set è la parte facile
Sulla Riviera del Conero riconoscere il set è la parte facile

A Recanati il set è la vera casa di Leopardi

A Recanati il confine tra cinema e realtà diventa sottile.
Quando Mario Martone girò Il giovane favoloso, con Elio Germano nei panni di Giacomo Leopardi, successe una cosa mai capitata prima: la famiglia Leopardi aprì le porte del palazzo di Recanati a una produzione cinematografica di finzione. Per la prima volta la macchina da presa poteva entrare negli ambienti in cui il poeta era davvero cresciuto. Biblioteca compresa. Quella del film non è una ricostruzione: è la vera Biblioteca di Casa Leopardi, con gli oltre 20.000 volumi raccolti dal padre Monaldo: gli stessi libri sui quali Giacomo trascorse gli anni dello "studio matto e disperatissimo". Sapendolo cambia il modo in cui si guardano quelle scene.
Il film esce poi dal palazzo, ma resta nei luoghi leopardiani. Nella Piazza del Sabato del Villaggio c'è la casa in cui visse Teresa Fattorini, la figlia del cocchiere di casa Leopardi tradizionalmente identificata con la Silvia della celebre poesia. Poco più in là, c'è il Colle dell'Infinito, il Monte Tabor; altrove le vie del centro e il complesso di Sant'Agostino, con il campanile legato a Il passero solitario.
Con Leopardi. Il poeta dell'Infinito, la miniserie diretta da Sergio Rubini con Leonardo Maltese, il set si allarga invece ad altri angoli delle Marche. Uno è Villa Buonaccorsi a Potenza Picena, con il suo giardino storico, che nella fiction entra nel mondo ottocentesco ricostruito intorno al poeta. Altri set sono Montecassiano, Treia, Macerata, Pollenza, Osimo e Offagna. Questa serie è uno di quei casi in cui conviene non fidarsi troppo di ciò che si vede sullo schermo: siete ancora nelle Marche, ma non necessariamente nel luogo che la storia vi sta raccontando.

Ad Ascoli Piceno un caffè ha cambiato il set

Se siete ad Ascoli Piceno, a Piazza del Popolo prima o poi ci arriverete, anche senza cercarla appositamente. E il cinema ci è arrivato parecchie volte prima di voi.
Nel 1960 Francesco Maselli ci ha girato I delfini, con Claudia Cardinale e Tomas Milian. Tra le location c'era già il Caffè Meletti, ritrovo della borghesia cittadina che la contessa Cherè definisce "il nostro tempio". Dodici anni più tardi è arrivato Pietro Germi con Alfredo Alfredo: Dustin Hoffman e Stefania Sandrelli si muovevano tra la piazza, il Meletti e altri scorci del centro.
Mezzo secolo dopo succede una cosa curiosa. L'ombra del giorno di Giuseppe Piccioni, con Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli, doveva essere girato a Roma. La produzione cercava un ristorante d'epoca adatto alla storia e alle riprese, ma trovare quello giusto sembrava essere complicato. Piccioni, che è ascolano, ad un certo punto ha mostrato a Scamarcio alcune fotografie del Caffè Meletti. Sono bastate quelle per convincerlo a fare un sopralluogo. Arrivati in città, il locale Liberty e Piazza del Popolo si sono rivelati perfetti per una storia ambientata alla fine degli anni Trenta. Il set, di fatto, si è spostato da Roma nelle Marche.
Guardando il film, quindi, ricordatevi che il ristorante di Luciano è in realtà il Caffè Meletti, anche se per le riprese qualcosa è cambiato. Al posto dei tavolini rotondi, nel film ce ne sono di quadrati e rettangolari. Le sedie, invece, sono rimaste quelle del locale. Le riconoscerete subito per gli schienali curvi in legno. Uscendo poi sulla piazza, vi troverete nello stesso spazio che sullo schermo è stato riportato agli anni Trenta. E pensare che tutto è cominciato cercando un ristorante a Roma!
Forse è proprio questo il bello di andare a cercare dal vivo i luoghi visti sullo schermo. Si parte da un'inquadratura e si scopre che dietro c'è molto altro. A volte persino una città che non esiste più. Oppure i veri libri sui quali studiava Leopardi, un piccolo teatro che non avevate notato, un caffè capace di far cambiare città a un intero film. Il set, in questi esempi, è solo un punto di partenza.

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