Un paesaggio segnato dall'industria mineraria
Il Parco Archeominerario di Cabernardi, nel territorio di Sassoferrato, conserva uno dei più importanti complessi minerari d'Europa, testimonianza della lunga storia dell'estrazione dello zolfo nelle Marche. Inserito in un contesto collinare oggi rinaturalizzato, il sito racconta una lunga storia industriale che ha inciso profondamente sul paesaggio e sulla vita delle comunità locali.
La grande miniera di zolfo Attiva dalla fine dell'Ottocento fino alla seconda metà del Novecento, la miniera di Cabernardi fu uno dei principali poli estrattivi italiani ed europei, arrivando a essere considerata il centro minerario più grande d'Europa, con una produzione che raggiungeva le 60.000 tonnellate annue. Il bacino minerario si estendeva per diversi chilometri e comprendeva un articolato sistema di gallerie e infrastrutture sotterranee che raggiungevano notevoli profondità. Per decenni rappresentò il centro economico e sociale dell'area, sostenendo un intero insediamento minerario. Tra gli episodi più noti si ricorda l'occupazione del 1952, passata alla storia come la lotta dei "Sepolti Vivi".
Il sito archeominerario Oggi il parco si presenta come un percorso a cielo aperto che permette di leggere le principali fasi del ciclo produttivo dello zolfo. Tra i manufatti più significativi si distinguono il Pozzo Donegani, struttura simbolo della miniera, i forni Gill e i calcaroni, grandi forni in muratura utilizzati per la fusione del minerale. Il tracciato di visita permette di seguire le diverse fasi della lavorazione, dall'estrazione nel sottosuolo fino alla trasformazione dello zolfo, restituendo una visione concreta dell'organizzazione del lavoro e delle tecnologie impiegate.
Il museo e il percorso di visita Il Parco Archeominerario è integrato dal Museo della Miniera di Zolfo di Cabernardi, situato nel centro della frazione, a circa 500 metri dall'area del parco. Qui sono raccolti strumenti, documenti, fotografie e materiali legati all'attività estrattiva. Tra gli elementi esposti figurano attrezzature di lavoro, lampade, maschere e oggetti di uso quotidiano, insieme a materiali che raccontano la vita dei minatori e delle loro famiglie. Il museo completa il percorso offrendo una lettura più ampia del contesto sociale e produttivo legato alla miniera.
Un patrimonio industriale recuperato Dopo la chiusura definitiva nel 1959, l'area è stata progressivamente recuperata e trasformata in un sito di interesse culturale. Oggi il parco rappresenta un esempio significativo di archeologia industriale e consente di comprendere il ruolo che l'attività mineraria ha avuto nello sviluppo economico e sociale del territorio marchigiano. Per orari e informazioni aggiornate, consultare la pagina dedicata sul sito Sassoferrato Turismo.
Località Cafabbri, 60041 Cabernardi AN, Italia