Un borgo modellato dalla cultura del vino
A 505 metri di altitudine, sulle colline che dalla valle dell’Esino salgono verso l’Appennino, Cupramontana è circondata da vigneti, oliveti e campi coltivati. Il paese è conosciuto come la capitale del Verdicchio, il vino bianco simbolo dei Castelli di Jesi, prodotto qui in interpretazioni diverse a seconda dell’esposizione dei vigneti, dei terreni e delle tecniche di vinificazione. Le aziende vitivinicole distribuite nel territorio permettono di conoscere da vicino questa tradizione, attraverso visite, degustazioni su prenotazione e acquisti diretti. Il legame con la vendemmia viene celebrato anche dalla Sagra dell’Uva, nata nel 1928 e divenuta una delle più antiche manifestazioni italiane dedicate all’uva e al vino.
Dall’antica Cupra Montana al castello di Massaccio
Le origini di Cupramontana conducono all’antica Cupra Montana, centro romano sorto poco distante dall’abitato attuale e legato al culto della dea Cupra, divinità venerata dai Piceni e associata alla fertilità. Dopo il declino dell’insediamento romano, nel Medioevo si sviluppò sulla collina un nuovo abitato fortificato, chiamato Massaccio. Il nome rimase in uso fino al 1862, quando un regio decreto autorizzò il Comune a recuperare l’antica denominazione di Cupramontana. Il centro storico conserva soprattutto l’impronta delle trasformazioni settecentesche. Il Palazzo Comunale domina Piazza Cavour con la facciata neoclassica e la torre civica a vela, mentre nei pressi di Piazza IV Novembre sorgono le chiese di San Leonardo e San Lorenzo. Quest’ultima custodisce il Martirio di San Lorenzo di Francesco Appiani e due tele di Pietro Locatelli.
Cupramontana è anche il paese natale di Luigi Bartolini, incisore, pittore e scrittore, autore del romanzo Ladri di biciclette, dal quale Vittorio De Sica trasse liberamente l’omonimo film del 1948.
I Musei in Grotta e le etichette del mondo
Negli ambienti voltati dell’antico monastero di Santa Caterina si trovano i MIG – Musei in Grotta. Il complesso ospita il Museo Internazionale dell’Etichetta del Vino, con una raccolta di esemplari storici e contemporanei provenienti da numerosi Paesi, affiancati da bozzetti e opere grafiche dedicate al vino.
Il percorso comprende anche spazi riservati alle produzioni e alle tradizioni del territorio, l’enoteca comunale EnoCupra e l’Horto de i Semplici, realizzato nel luogo un tempo occupato dall’orto monastico. La visita permette così di approfondire il rapporto tra il Verdicchio, la cultura contadina e l’identità di Cupramontana.
L’Eremo dei Frati Bianchi e Poggio Cupro
Nella Gola del Corvo, tra Cupramontana e Poggio Cupro, sorge l’Eremo delle Grotte, conosciuto come Eremo dei Frati Bianchi. La tradizione ne fa risalire la fondazione all’XI secolo e la collega a san Romualdo, mentre il primo documento conosciuto è del 1294. Le celle originarie furono scavate nella parete di arenaria e divennero nel tempo parte di un più ampio complesso monastico camaldolese. Nel Cinquecento l’eremo fu coinvolto nella riforma della congregazione di Monte Corona e ospitò Ludovico e Raffaele Tenaglia, in seguito legati alla nascita dell’Ordine dei Cappuccini. Abbandonato definitivamente dai monaci negli anni Venti del Novecento, il complesso è oggi di proprietà privata ed è stato recuperato come sede di eventi e cerimonie. L’accesso va pertanto verificato in anticipo. Poco distante, la frazione di Poggio Cupro conserva l’assetto di un piccolo borgo medievale, con mura, un’unica porta d’ingresso e la chiesa di San Salvatore, posta nella parte più alta dell’abitato. All’interno della porta è visibile un affresco cinquecentesco raffigurante la Madonna con il Bambino.
Sentieri tra vigne, boschi e Castelli di Jesi
Il territorio di Cupramontana può essere esplorato anche a piedi o in bicicletta. Strade rurali e sentieri attraversano vigneti, campi e aree boscate, collegando il paese all’eremo, alle frazioni e agli altri centri collinari.
60034 Cupramontana AN, Italia