Tempietto di San Giacomo Maggiore a Vicovaro: il mausoleo degli Orsini tra gotico e Rinascimento
Il Tempietto di San Giacomo Maggiore domina la piazza centrale di Vicovaro, nella Valle dell'Aniene. La facciata in pietra bianca, carica di sculture, è uno dei più raffinati esempi del passaggio dal tardo-gotico al Rinascimento nel Lazio. Fu voluto da Giovanni Antonio Orsini, conte di Tagliacozzo, come tomba di famiglia. I lavori iniziarono nel 1448, ma l'opera non fu mai utilizzata per le sepolture: gli Orsini non vi furono mai tumulati.
Due scultori, due stili
La parte inferiore del portale è opera di Domenico da Capodistria, morto a Vicovaro intorno al 1456. In stile tardo-gotico di sapore nordico, presenta 24 nicchiette con statuette di santi, incorniciate da pinnacoli, ghimberghe e colonnine che sembrano merletti di pietra. Dopo il 1464, Giovanni Dalmata completò la parte superiore per volere dell'arcivescovo di Trani Giovanni Orsini: Padri della Chiesa, Evangelisti, tondi con l'Annunciazione e una lunetta in cui i santi Pietro e Paolo presentano alla Vergine i committenti. In alto, un timpano con putti reggistemma e la statua di San Giacomo, protettore della casata.
L'interno e il dipinto miracoloso
L'edificio ottagonale conserva sull'altare maggiore la Madonna Avvocata Nostra, dipinta da Giacomo Triga nel 1738, venerata per i presunti miracoli degli occhi che si muovono.