Area Archeologica delle Santissime Stimmate a Velletri: dal villaggio dell'età del Ferro al tempio etrusco-italico
L'Area Archeologica delle SS. Stimmate occupa il colle dove sorse il primo insediamento di Velletri, in posizione dominante sulla valle verso i Colli Albani e la Pianura Pontina fino al mare. Gli scavi hanno portato alla luce tracce di frequentazione risalenti all'età del Ferro (IX-VIII secolo a.C.) e i resti di un tempio etrusco-italico edificato intorno al 530 a.C., forse per volontà di Tarquinio il Superbo in funzione anti-volsca. Nel 1602, sullo stesso luogo, fu costruita la chiesa della confraternita delle SS. Stimmate di San Francesco.
La Tabula Veliterna e le terrecotte borgiane
I primi ritrovamenti risalgono al 1784, durante i lavori di restauro della chiesa. Emersero la celebre Tabula Veliterna — una lamina di bronzo con un'iscrizione in lingua volsca e alfabeto latino, databile al III secolo a.C. — e le terrecotte policrome che decoravano il frontone del tempio. Entrambe confluirono nella collezione del cardinale Stefano Borgia e oggi sono conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Il recupero e la musealizzazione
Dopo la demolizione parziale della chiesa, l'area divenne proprietà comunale nel 1992. Tra il 1989 e il 2017 la Soprintendenza e La Sapienza hanno condotto nuove campagne di scavo. Nel 2016 è stata completata una struttura protettiva in legno, metallo e vetro che oggi consente la visita del sito.