Casa degli Orsini a Toffia: la più piccola dimora della famiglia che si contendeva il borgo
A Toffia, borgo medievale della Sabina (RI), in via di Castel di Dentro 2, la Casa degli Orsini è la più piccola delle tre proprietà che la famiglia romana possedeva nel borgo. Risale al XIV secolo, è incastrata nella parte alta del paese — quella conquistata dagli Orsini nella loro lunga contesa con i Colonna — e condivide un chiostro interno con l'attiguo Oratorio delle Santissime Stimmate.
La rosa degli Orsini sopra la porta
L'ingresso si apre su uno slargo. Sopra la piattabanda c'è lo stemma della casata: la rosa Orsini, incorniciata da due archi in laterizio sostenuti da mensole in pietra. Lo stemma torna anche dentro, scolpito su un architrave in travertino sopra la porta della loggetta che si affaccia sul giardino interno. Stavolta sono due rami di roselline in due campi divisi da un nastro — la versione araldica più completa della famiglia.
Finestre con seduta integrata
Il pezzo più curioso sono le finestre del prospetto sul retro: rettangolari, riquadrate in travertino e divise a croce, con all'interno le sedute in pietra dell'epoca. Erano nicchie incorporate dove ci si sedeva per leggere o guardare fuori — un dettaglio domestico del Trecento sopravvissuto intatto. Nel piano semi-interrato si conserva anche una macina in pietra per le olive.
Tre case, una famiglia
Gli Orsini avevano altre due residenze a Toffia: il Palazzo Orsini del Quattrocento, oggi Municipio, e un secondo edificio in via Montecavallo 10, di fine Cinquecento, con portale bugnato e tre finestrelle ovali sotto il tetto. Lì il soffitto cassettonato del piano nobile è andato distrutto durante l'occupazione nazista.