Chiesa di Santa Maria Josefa a Ponte di Nona: architettura contemporanea nella periferia est di Roma
La Chiesa di Santa Maria Josefa del Cuore di Gesù sorge a Ponte di Nona, al sedicesimo chilometro della via Prenestina. È dedicata alla religiosa basca canonizzata da Giovanni Paolo II nel 2000, fondatrice delle Serve di Gesù della Carità. Progettata dallo studio Garofalo Miura — Francesco Garofalo e Sharon Miura — nell'ambito del programma "50 chiese per Roma 2000", è stata consacrata il 27 gennaio 2001 dal cardinale vicario Camillo Ruini.
Il progetto e il contesto
La chiesa nasce in un'area di 80 m di lato, a cavallo tra una borgata un tempo abusiva e un piano di zona di edilizia popolare. Il complesso si presenta come nuova centralità urbana: un gioco di volumi che si incastrano, con il campanile a segnare il profilo del quartiere e un corpo basso a L che contiene le opere parrocchiali. La facciata è schermata da pannelli bianchi in cemento che filtrano la luce pomeridiana, portandola fino al presbiterio.
L'aula liturgica
L'interno si distingue per la copertura curva che discende verso l'altare, rivestita in doghe di legno di ciliegio — una scelta che contribuisce all'acustica dell'aula. Le pareti laterali sono in travertino tagliato in falda, lo stesso materiale del campanile. La cappella feriale, rivestita in legno, ospita l'Eucaristia: il fondale vetrato dietro l'altare dialoga con la luce zenitale che filtra dal taglio in copertura.