Il leccio secolare di Poggio San Lorenzo: l'albero gigante che sorveglia le Terme di Tito
In località Capo Farfa, nella Sabina reatina, un leccio plurisecolare cresce accanto ai resti di quelle che la tradizione identifica come le Terme dell'imperatore Tito. Siamo a Poggio San Lorenzo, a un passo dalla via Salaria e sulla direttrice della Via di Francesco nel Lazio. Gli abitanti sono convinti che sia il leccio più grande d'Europa — "l'erecione", come lo chiamano in dialetto.
L'albero sorretto da colonne di cemento
Il tronco misura 4,55 m di circonferenza, l'altezza raggiunge i 16 m, la chioma si allarga per 29 m. L'età stimata è tra i 300 e i 400 anni. Già agli inizi degli anni 20 del secolo scorso i rami orizzontali erano diventati così lunghi e pesanti che il proprietario ha fatto costruire colonne di cemento per evitare che si spezzassero. Se già un secolo fa servivano rinforzi, vuol dire che la pianta era già imponente. Del resto gli esperti di botanica danno a una quercia al massimo cinque secoli di vita — e qui siamo almeno a tre.
Resti romani ai piedi del leccio
Ai piedi dell'albero si vedono resti di mura di epoca romana. Secondo la tradizione si tratterebbe della tomba di Petronio Arbitro, un'identificazione radicata tra gli abitanti. È probabilmente da qui che nasce la leggenda di un'età millenaria della pianta. Poco distante, si trovano anche i resti delle Terme dell'imperatore Tito.
Come arrivarci
Il leccio si raggiunge con una camminata di circa 2 ore, su una strada adatta a tutti.