Chiesa di San Paolo a Poggio Mirteto: versi in sabino antico e affreschi dei Torresani
La Chiesa di San Paolo è tra gli edifici più antichi di Poggio Mirteto. Esisteva già prima del borgo: cappella rurale, poi romitorio intorno all'anno 1000 e infine ampliata nel XIII secolo. L’esterno è sobrio: portale in pietra, rosone modesto, un campanile senza campane con bifore e monofore. L’interno, al contrario, presentava pareti interamente affrescate, e quello che resta oggi sono testimonianze figurative e linguistiche poco note..
Il cavaliere che parla in sabino
Sulla controfacciata, un Cavaliere Coronato a cavallo medita davanti a un cadavere in tre stadi di decomposizione: il tema medievale dell'Incontro dei Vivi e dei Morti. Tra le zampe del cavallo, una scritta in dialetto sabino con caratteri rozzi e irregolari: "La vita me scura. La morte dura. Perdutu aio risu e gioia." È un documento linguistico raro, trascritto alla fine del XIX secolo dal filologo Ernesto Monaci, una Deposizione di scuola giottesca.
L'abside dei Torresani
Nell'abside, Lorenzo Torresani, pittore veronese, ha dipinto una delle prime opere documentate nell’area sabina: l'Incoronazione della Vergine con angeli che suonano cetra, liuto, flauti e violino, e sotto la Conversione di San Paolo.
L'ultima tappa dei Bianchi
Nel 1399 i penitenti vestiti di bianco marciavano verso Roma per il Giubileo. Poggio Mirteto era una delle ultime tappe. Tre riquadri sulla parete sinistra raccontano quella storia.