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Il ritmo lento dell’autunno dal sapore italiano: itinerari e luoghi dove andare per i tuoi viaggi in Italia

Sei alla ricerca di posti da visitare in autunno in Italia? Sarà la freschezza dell'aria o i colori delle foglie che cambiano, viaggiare in questa stagione in Italia ha qualcosa di molto speciale. Il periodo migliore dell’anno per svolgere attività inconsuete, come visitare vigneti e degustare deliziosi prodotti locali. Scopri le innumerevoli possibilità offerte dal territorio italiano da settembre a dicembre.
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Borghi
Polignano a Mare

Polignano a Mare

Polignano a Mare, bianca scogliera di Puglia Arroccato sul ciglio di un’alta scogliera che si erge dal mare Adriatico, Polignano a Mare è una delle località più spettacolari e frequentate della costa pugliese. Il centro storico di questo borgo di mare è un dedalo di viuzze che si protrae verso una minuscola spiaggia, la Lama Monachile, che taglia in due la scogliera. Sotto l’abitato, un groviglio di grotte invita a scoprire un mare limpidissimo. Polignano è anche la città natale di Domenico Modugno, l’autore de Nel blu dipinto di blu, la canzone italiana più famosa nel mondo. Tutte le viuzze portano al mare Il nucleo storico di Polignano a Mare, centro abitato fin dal Neolitico, è una distesa di case bianche di origine medievale affastellate sulla scogliera. Al borgo si entra passando sotto il cinquecentesco l’Arco Marchesale, noto anche come Porta Grande, che fino al 1780 è stato l’unico punto di accesso al paese che era circondato da un fossato, oggi nascosto da piazza Garibaldi, con relativo ponte levatoio. Per le stradine di Polignano potete perdervi, tanto prima o poi sbucherete ad un affaccio sul mare e l’effetto sorpresa sarà ancora maggiore. Un selfie a Lama Monachile, spiaggetta dall’acqua turchese Troverete senz’altro la Chiesa Matrice, del Duecento, il palazzo Marchesale, dimora dei feudatari e il palazzo dell’Orologio. Il luogo più fotografato di Polignano a Mare è la sua spiaggetta dall’acqua turchese, la Lama Monachile, sempre molto affollata nei mesi estivi: il ponte che sorge alle sue spalle è costruito sopra un ponte romano della via Traiana, la Roma-Brindisi dell’antichità, che passava proprio qui. Lì accanto, sul lungomare, vedrete la statua dedicata al polignanese più celebre al mondo, il cantante Domenico Modugno. Dalla parte opposta del paese, sempre con spettacolare vista mare, c’è il bel museo della Fondazione Pino Pascali, un artista originario di Polignano scomparso negli anni Sessanta, che espone mostre di arte contemporanea. Cosa vedere attorno a Polignano a Mare L’atmosfera di Polignano a Mare si assapora passeggiando sulla scogliera e scendendo sul litorale da cui la vista sulla città bianca è spettacolare. In quaranta minuti a piedi in direzione di Bari, tra le deliziose baie di Ponte dei Lapilli e Porto Cavallo, entrambe ideali per fare un bel bagno, arrivate al villaggio di San Vito, inconfondibile per la presenza dei resti dell’omonima abbazia che risale al X secolo, ai tempi dei monaci basiliani che si rifugiarono in queste terre in fuga dalle lotte iconoclaste dell’Impero bizantino. Poco più avanti c’è la torre quadrangolare di San Vito davanti a uno specchio di mare che sembra una piscina naturale. Di giorno come di sera, in questo luogo idilliaco ricco anche di locali e ristoranti, non sarete mai soli: la movida di Polignano arriva fino a qui. Grotte e tuffi dalla scogliera Sono una ventina le grotte che il mare ha creato con la forza delle sue onde sulla scogliera su cui sorge Polignano: la più grande è la grotta Palazzese, chiamata così perché si trova sotto un palazzo nobiliare dal quale si poteva accedere. Oggi il palazzo è stato trasformato in un hotel 5 stelle che negli anfratti naturali della scogliera ha ricavato le sale del ristorante e la grotta resta accessibile via mare. Altre grotte hanno i nomi più impensabili, legati perlopiù all’uso delle stesse che si è fatto nel tempo: quella dell’Arcivescovado sarebbe stata collegata attraverso cunicoli al palazzo del vescovo, quella delle Monache veniva usata dalle suore dell’ospedale. La più suggestiva è l’Ardito, dal nome dei suoi proprietari, che al suo interno ha una colonna naturale sulla quale i pescatori si arrampicavano per salire in paese. Cosa mangiare a Polignano a Mare Su una delle tante terrazze che si affacciano sulla scogliera, nei numerosissimi ristoranti di Polignano, potete gustare tutto l’anno piatti di crudità di mare, un misto di seppie, gamberi, scampi e tanti altri pesci a seconda della stagione e del pescato. Per chi il pesce lo preferisce ben cotto, allora il piatto da provare è riso, patate e cozze. Altra specialità locale è la dolcissima carota di Polignano, coltivata proprio nella zona dell’abbazia di San Vito, riconosciuta come presidio Slow Food. Un caffè, ma speciale: con scorza di limone e panna Se preferite lo street food per non perdervi neanche un minuto di spiaggia, allora provate il panino con il pesce, con tartare di tonno, burrata e pomodori, oppure con il polpo fritto e le cime di rapa, una vera delizia. A fine pasto concedetevi il Caffè Speciale, secondo la ricetta messa a punto proprio qui a Polignano: è un caffè zuccherato con aggiunta di scorza di limone, panna e amaretto, servito rigorosamente in un bicchierino di vetro.
Arte e cultura
Borgo di Farfa

Borgo di Farfa

Borgo di Farfa a Fara in Sabina: botteghe, abbazia e fiere nel cuore della Sabina Il Borgo di Farfa è una frazione di Fara in Sabina, in provincia di Rieti. Il nome deriva dal fiume Farfa — il Farfarus di Ovidio, il Fabaris di Virgilio. È un villaggio cresciuto intorno alla sua celebre abbazia benedettina, con botteghe artigiane dal tipico architrave in legno che risalgono al 1480. Un borgo nato dalle fiere Le botteghe non sono una scenografia. I monaci le costruivano e le affittavano durante le fiere di primavera e autunno, che dal ‘400 richiamavano mercanti da tutta Italia. Le vie hanno preso il nome dalle merci che si vendevano o dalla provenienza dei mercanti. Accanto, sorgevano locande e osterie. La basilica Fulcro del borgo è la Basilica dedicata a Maria, con un portale del XIV secolo sormontato da una lunetta affrescata con la Madonna con il Bambino del 1508. All’interno, tre navate rinascimentali ospitano il Giudizio Universale di Henrik van der Broek, che nel 1561 dipinse a olio direttamente sul muro. Da vedere anche le grottesche della scuola degli Zuccari (1576) e il soffitto a cassettoni dorato con lo stemma Orsini. Una porta santa nella Sabina Una delle porte di accesso alla Basilica di Santa Maria di Farfa è stata consacrata come Porta Santa nel 2000, anno del Giubileo. Riaperta nel 2015 per il Giubileo Straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco. Il complesso è Monumento Nazionale dal 1928 e tappa del Cammino di Francesco.
Borghi
Grottammare

Grottammare

La perla dell'Adriatico Affacciata sull'Adriatico lungo la Riviera delle Palme, Grottammare è una delle località più eleganti della costa marchigiana. Conosciuta come "la perla dell'Adriatico", la città unisce un lungomare alberato e una lunga spiaggia sabbiosa al suggestivo borgo medievale che domina la costa dall'alto. La qualità dell'ambiente e dei servizi turistici è confermata da importanti riconoscimenti, tra cui la Bandiera Blu, assegnata alle località balneari con acque e servizi di eccellenza, e la Spiga Verde, dedicata ai comuni impegnati nella sostenibilità ambientale. Il lungomare e la Riviera delle Palme La Grottammare moderna si sviluppa lungo un litorale che si estende per circa cinque chilometri. Il lungomare è uno dei tratti più caratteristici della Riviera delle Palme: una passeggiata alberata costeggia la spiaggia tra palme, aranci e oleandri, creando un paesaggio ricco di colori e profumi. Tra i punti più riconoscibili della marina si trova Piazza Kursaal, situata nella parte settentrionale della città e affacciata direttamente sulla spiaggia. Nei dintorni si sviluppa uno dei tratti più eleganti del lungomare, dove la pavimentazione in porfido e marmo di Carrara valorizza alcune ville liberty costruite tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, testimonianza dello sviluppo turistico della città durante la Belle Époque. Grottammare Alta: il vecchio incasato Sulla collina che domina la città si trova il nucleo storico di Grottammare, conosciuto come Grottammare Alta o Vecchio Incasato. Il borgo medievale, inserito tra I Borghi più belli d'Italia, conserva ancora la struttura compatta dell'antico centro fortificato, con vicoli lastricati, archi in mattoni e scorci panoramici che si aprono verso il mare Adriatico. Il centro del borgo è Piazza Peretti, dedicata a Felice Peretti, il futuro papa Sisto V, nato qui nel 1521. Su questa piazza si affaccia il Teatro dell'Arancio, elegante teatro settecentesco con loggiato panoramico da cui si aprono suggestivi scorci sulla costa. Monumenti e memoria storica Tra gli edifici più significativi del borgo si trova la Chiesa di Santa Lucia, costruita alla fine del Cinquecento nel luogo dove sorgeva la casa della famiglia Peretti. L'edificio fu voluto proprio da Sisto V per ricordare il luogo della sua nascita. Lungo le mura del borgo si incontra invece il Torrione della Battaglia, fortificazione del XVI secolo costruita per rafforzare la difesa costiera dopo le incursioni piratesche. Oggi il torrione ospita uno spazio espositivo dedicato allo scultore grottammarese Pericle Fazzini, autore della monumentale Resurrezione nella Aula Paolo VI in Vaticano. La città è legata anche alla storia della musica europea. Nel 1868 il grande compositore ungherese Franz Liszt soggiornò per un periodo a Grottammare durante uno dei suoi viaggi in Italia. Il ricordo di questa presenza è ancora vivo nella città, che ogni estate ospita il Festival Liszt, rassegna musicale dedicata al compositore.
Enogastronomia
Valle d’Aosta, sapori ad alta quota

Valle d’Aosta, sapori ad alta quota

Siete arrivati in questo paradiso terrestre? Mettetevi comodi e studiate la carta dei formaggi, con la fontina in primis, regina dei prodotti valdostani. La riconoscete per il sapore dolce e per il colore giallo paglierino, più chiaro nelle forme prodotte in inverno, quando le mucche sono alimentate con il fieno, più intenso nella produzione estiva. Seguono prelibatezze, come la toma di Gressoney, il salignon, il reblec, la brossa, il seras e i formaggi di capra, ciascuno con una storia da raccontare. Ascoltateli e gustateli tutti. Passate a classici come le costolette alla valdostana, la polenta concia e la “soupe valpellineintze” (zuppa alla valpellinese); ottima anche la cacciagione, i camosci in salmì (in “civet”), le trote, la “carbonade”, spezzatino di manzo, e la fonduta, piatto unico a base di formaggio, fuso in un’apposita pentola, per essere mangiato caldo. Gustate gli insaccati, come il Vallee d’Aoste jambon de Bosses, prosciutto dalla speciale maturazione, i Boudin dal gusto raffinato, la Saouseusse, carne trita stagionata, il Lard d’Arnad, morbido lardo, il Teuteun, mammella bovina salmistrata, la Motzetta, aromatica carne essiccata. Il microclima alpino è la gioia delle mele, che qui sviluppano sapori intesi. Assaggiate la Red e la Gold delicious, la Jonagold e la Renetta: crude o cotte, sono dolci e versatili, base di frullati, marmellate dolci o salate, da accompagnare a pregiate pietanze. Dulcis in fundo, i dessert e i vini. Per i primi, assaggiate le tegole, i torcettini – tipici biscotti regionali - e il blanc manger alla valdostana con l’utilizzo di panna; per i secondi, posto d’onore a tutti, come i bianchi Muller-Thurgau e Pinot nero (vinificato in bianco) e i rossi Pinot nero, Gamay, Torrette, Nus Rouge. Mangiato troppo? Ecco un bicchierino di Genepì, digestivo a base di erbe alpine, le artemisie.
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