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Enogastronomia

Basilicata

Miele lucano: i vari tipi del dolce nettare della Basilicata

Lavorato secondo i procedimenti più tradizionali, il miele lucano è il dolce nettare della Basilicata, protagonista indiscusso di una varietà di ricette antiche e moderne.

Diverso per colore e sapore, da cristallino a più scuro, da delicato ad amarognolo, il miele della Basilicata si differenzia in base alle aree di produzione. Provatelo nelle sue varianti, accompagnandolo a formaggi o gustandolo da solo, nella sua bontà e purezza.

1. Le origini del miele lucano

Forse pochi di voi sanno che il miele lucano è tra i più apprezzati d’Italia.

Pare che gli Egiziani prima, e i Greci poi siano state le civiltà che più di tutte ne hanno fatto un consumo abbondante.

Notizie dell’oro liquido risalgono anche all’epoca normanno-sveva, grazie ad alcuni ritrovamenti archeologici, che testimoniano una tecnica di apicoltura davvero caratteristica: nicchie scavate sulle pareti di gole naturali, all’interno delle quali alloggiavano le arnie.

 

Oggi il miele è un’eccellenza prodotta nell’intera regione della Basilicata.
Naturale e biologico al 100%, si differenzia nelle sue 15 tipologie, distribuite su un’area che va dai monti del Pollino fino alla costa ionica, passando per la zona vulcanica del Vulture.

2. Varietà e utilizzi del miele della Basilicata

Tipico delle zone collinari e montane, il miele millefiori è un ottimo rimedio ai raffreddori e alle affezioni delle vie respiratorie. Ha un sapore e un colore che cambiano a seconda delle essenze floreali da cui proviene. Quello chiaro, quasi trasparente, ha un gusto delicato e dolce; più deciso, invece, è quello di colore scuro e ambrato.

Ripacandida, piccolo e grazioso borgo del Vulture Melfese, è il cuore nevralgico della produzione di questa tipologia, capace di esprimere la ricchezza e la tipicità del terreno vulcanico e della vegetazione spontanea della zona.

Pregevole anche il miele d’arancio, dall’odore intenso, che ricorda il profumo dei fiori di Citrus. Raccolto soprattutto nel Metapontino e verso la costa, tra Nova Siri e Policoro, è particolarmente indicato per curare l’insonnia e l’ansia, grazie alle riconosciute proprietà calmanti.

Poi il miele di castagno, dal profumo pungente e aromatico, di colore rosso scuro e dall’aroma persistente, utile nei casi di cattiva circolazione.

E ancora, il miele di eucalipto, dolce e salato, richiama l’essenza della liquirizia ed è un grande aiuto contro la tosse.

Ottimo anche il miele di sulla, incolore o giallo paglierino,  tipico della collina materana.

Infine, il miele di girasole e di trifoglio rosso, rispettivamente utili allo stomaco e ai muscoli.

3. Come gustarlo

Molto utilizzato nella cucina locale, il miele esalta il gusto di varie pietanze.

Potete assaporarlo da solo o con altri cibi.

Predilige formaggi freschi, come ricotte caprine e ovine, ma anche stagionati, come il caciocavallo podolico.

Per la sua delicatezza è un ottimo sostituto dello zucchero, anche nel caffè. È perfetto negli infusi e tisane, nelle macedonie, gelati e creme.

Il miele arricchisce le pietanze in agrodolce calde o tiepide, le carni bianche e la piccola cacciagione, ed è perfetto per condire le insalate di contorno e per laccare i volatili.