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Enogastronomia

Basilicata

Basilicata: i croccanti peperoni “cruschi” di Senise

Tipici della cucina lucana, i peperoni “cruschi” di Senise sono un prodotto a marchio Igp in grado di esaltare ogni portata

Decorano i vicoli dei centri storici con la loro tipica collana purpurea, che ne favorisce l’essiccazione al sole.
Irrinunciabile conferma per chi li utilizza per impreziosire i propri piatti, sono un’incredibile sorpresa per chi li assapora per la prima volta. 

1. Le origini storiche del peperone di Senise IGP

Sebbene siano ormai un piatto tipico lucano, parte fondante della tradizione culinaria della regione, i peperoni cruschi sono originari delle Antille.
Secondo una leggenda sarebbero stati gli Aragonesi a importare questo prodotto dalle isole caraibiche sotto il loro dominio. Secondo altre voci il merito spetterebbe, invece, a Cristoforo Colombo: pare, infatti, che su una delle tre caravelle il medico di bordo avesse conservato grosse quantità di questo ortaggio per le sue proprietà curative.

Sta di fatto che il peperone “crusco”, ovvero croccante, è diventato nel corso dei secoli una peculiarità della Basilicata, trovando a Senise un terreno più che favorevole alla sua coltivazione, sia per le condizioni climatiche che per l’abbondante riserva d’acqua.

2. Metodo di preparazione

Che abbia forma tronca, appuntita o a uncino, nel periodo di preparazione il peperone “crusco” diventa un elemento fortemente estetico. Le sue collane, realizzate con ago e spago, donano un tocco di inestimabile bellezza al paesaggio di Senise.

In realtà, la tecnica delle collane serve a favorire l'essiccazione al sole del prodotto. Ed è così che lungo i vicoli degli antichi borghi lucani potete assistere a una schiera di rosse collane, che diventano tutt’uno con l’architettura del posto, fino a fondersi in essa.

Sono soprattutto i balconi a essere decorati dalle lunghe “nzerte”, appese alle ringhiere.

La croccantezza è data proprio dall’essicazione. Grazie al basso contenuto d’acqua, i peperoni di Senise possono essere consumati freschi o conservati a lungo.

 

3. Come mangiarli

Il sapore dolciastro li rende un antipasto perfetto conditi solo con un filo di olio extravergine d’oliva, ma i peperoni cruschi sono l’ingrediente ideale anche per i primi e i secondi piatti.

Prelibata è, per esempio, l’associazione agli “strascinati”, pasta rigorosamente preparata a mano, condita con l’ortaggio di Senise e una spolverata di ricotta salata.

Speciali anche con il baccalà, must della cucina locale. E ancora, fritti con l’uovo e la salsiccia, abbinati alle patate lesse e alle verdure saltate in padella, uniti a salumi e formaggi, i “cruschi” sono l’orgoglio della cucina lucana.

Vi consigliamo di assaggiarli soprattutto ad agosto, nelle numerose soluzioni culinarie che lo vedono protagonista della sagra “Le giornate del Peperone di Senise. U Strittul ru Zafaran”.