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Arte & Cultura

Valle d'Aosta

La strada intagliata nella roccia di Donnas

15 luglio 2022

2 minuti

Uno dei tratti più spettacolari della Via romana delle Gallie è il tratto di strada intagliata per 221 metri nella roccia viva che culmina con un passaggio ad arco alto 4 metri. Questa stupefacente opera degli antichi romani si trova a Donnas, una piccola località sulle sponde della Dora Baltea, in Val d’Aosta, immersa tra i vigneti con cui si produce il rosso di Donnas, primo vino DOC della regione.

1. L’arco scolpito

La Via romana delle Gallie fu costruita per collegare Roma alle province della Gallia Transalpina dopo la conquista dell’odierno territorio della Val d’Aosta nel I secolo a.C. Il percorso scelto dai romani costeggiava la Dora Baltea sulla sponda sinistra, per restare a mezza costa, più al sicuro in caso di piena. Nei pressi di Donnas, il tracciato veniva però interrotto da un promontorio roccioso che i romani decisero semplicemente di intagliare con lo scalpello per proseguire nel loro tracciato.

Nella roccia si crearono un varco con un passaggio ad arco alto 4 metri e largo 3 e spianarono per oltre 200 metri la costa della montagna fino a ricavarne una strada perfettamente percorribile. Nel Medioevo l’arco fu utilizzato come porta del borgo che di notte, o in caso di bisogno, veniva chiusa.

Oggi i segni della storia di questo passaggio obbligato sulla Via delle Gallie sono ancora ben visibili sul basolato che reca i profondi solchi lasciati dal passaggio dei carri. Accanto all’arco, tre gradoni scendono verso il fiume in corrispondenza di un attracco per le barche di cui restano tre anelli per l’ormeggio. Proseguendo, si distingue il profilo di una colonna miliare, in rilievo sulla roccia, che segna la distanza da Augusta Praetoria, il nome che gli antichi romani avevano dato alla città di Aosta: XXXVI miglia, circa 54 km.

2. Un mare di vigneti e una fiera nata nell’anno Mille

Dall’arco romano si può entrare nel borgo di Donnas, dove passeggiare tra i vicoli acciottolati per scoprire portali di pietra medievali e alcuni affreschi votivi del XV secolo. 

Un borgo dalla storia antica almeno quanto la strada romana, tappa obbligata di ogni viaggio nelle Gallie e di ogni pellegrino della via Francigena. Se capitate qui l’ultima domenica di gennaio, sappiate che ancora si tiene la Fiera del legno di Sant’Orso che si risale all’anno Mille, un grande mercato dell’artigianato che attira espositori da tutta la valle. Tutt’attorno, un mare di vigneti su terrazzamenti esposti a sud permette di produrre ottimi vini a base di uve Nebbiolo da degustare alla Cantina Cooperativa.