Ascoli Piceno: la città di travertino
Il viaggio nel Piceno può iniziare da Ascoli Piceno, una città che vi sorprenderà subito per l’eleganza del suo centro storico. Camminando tra le vie acciottolate vi accorgerete presto che quasi tutto è costruito in travertino, una pietra chiara che con la luce cambia colore durante la giornata e rende le piazze ancora più luminose.
Cominciate la visita da Piazza Arringo, la piazza più antica della città. Qui si trovano la Cattedrale di Sant’Emidio e il Palazzo dell’Arengo, edifici che raccontano secoli di storia ascolana. Fermatevi qualche minuto per osservare l’insieme della piazza e il colore chiaro del travertino che caratterizza gran parte dell’architettura cittadina. Se avete un po’ di tempo, entrate proprio nel Palazzo dell’Arengo: al suo interno si trova la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, dove sono conservate opere di grande valore, tra cui capolavori della scuola veneta e marchigiana, come quelli di Carlo Crivelli.
Da qui proseguite a piedi verso Piazza del Popolo, il vero cuore della città. Bastano pochi minuti attraversando il centro storico, tra palazzi medievali e piccole botteghe. Quando entrerete nella piazza probabilmente vi verrà spontaneo fermarvi a guardare l’insieme: lo spazio è ampio e armonioso, e tutto intorno si affacciano il Palazzo dei Capitani del Popolo, la chiesa di San Francesco e gli eleganti portici in travertino.
Per una pausa, fermatevi sotto i portici dello storico Caffè Meletti. È il posto ideale per fermarsi, magari per un caffè o un aperitivo, osservando la vita della piazza che scorre lentamente. Per pranzo restate nei dintorni del centro. Qui trovate molte trattorie dove assaggiare una delle specialità più conosciute della città: le olive all’ascolana, croccanti fuori e morbide dentro, spesso servite insieme ad altri fritti della tradizione locale.
Se visitate la città tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, potreste anche imbattervi in uno degli appuntamenti gastronomici più attesi della primavera: Fritto Misto, evento dedicato alla frittura italiana, con stand gastronomici, degustazioni e piatti preparati da cuochi provenienti da diverse regioni. È l’occasione perfetta per assaggiare non solo le olive ascolane, ma anche molte altre specialità fritte della tradizione italiana e internazionale.
Dopo pranzo proseguite la passeggiata verso il Ponte di Porta Solestà, uno dei punti più suggestivi della città, da cui si apre una bella vista sul fiume Tronto e sulle mura storiche. E nel tardo pomeriggio tornate verso Piazza del Popolo: quando la luce diventa più calda, il travertino si colora di sfumature dorate e la piazza assume un’atmosfera ancora più affascinante. Fermatevi un attimo qui, solo per guardare la città.
Offida: il borgo del merletto e delle colline
Dopo la visita di Ascoli Piceno, prendetevi un po’ di tempo per attraversare le colline del Piceno. La strada sale dolcemente tra campi coltivati, casali e filari di vigneti. Dopo circa mezz’ora di viaggio arriverete a Offida, uno dei borghi più suggestivi di questa parte delle Marche, inserito tra i Borghi più belli d’Italia.
Il centro storico sorge su uno sperone roccioso tra la valle del Tesino e quella del Tronto e conserva un’atmosfera raccolta, fatta di vicoli, archi e piccole piazze. Cominciate la visita da Piazza del Popolo, il cuore del borgo. La piazza ha una curiosa forma triangolare ed è circondata da edifici diversi per stile e materiali.
Sul lato principale si affaccia il Palazzo Comunale di Offida, riconoscibile per la loggia rinascimentale in travertino. Dal porticato del municipio si accede anche al Teatro Serpente Aureo, uno dei piccoli teatri storici più eleganti delle Marche. A pochi passi dalla piazza potete entrare nella Collegiata di Santa Maria Assunta, la chiesa principale del borgo. L’interno è ampio e luminoso, dominato dalla grande cupola centrale e arricchito da stucchi e opere d’arte. Se avete tempo potete scendere anche nella cripta, dove si trova una piccola riproduzione della grotta di Lourdes realizzata all’inizio del Novecento.
Camminando tra le stradine del centro capirete presto quanto Offida sia legata alla lavorazione del merletto a tombolo. Non è raro intravedere, negli ingressi delle case o nelle piccole botteghe, merlettaie al lavoro con i fuselli di legno sui cuscini da ricamo, una pratica paziente tramandata da generazioni. Chi è interessato ad approfondire questa tradizione artigianale può visitare il Museo del Merletto, che racconta la storia di un’arte ancora oggi praticata a Offida.
Per una breve passeggiata fuori dal centro, raggiungete la chiesa di Santa Maria della Rocca, che sorge su uno sperone roccioso poco oltre le mura. Da qui si apre uno dei panorami più belli sulla campagna marchigiana. Passeggiate lungo il belvedere che circonda la chiesa: lo sguardo si allarga su un paesaggio ampio e silenzioso, uno di quei luoghi che invitano a fermarsi e restare qualche istante in silenzio.
Prima di ripartire concedetevi una pausa in uno dei bar o delle piccole enoteche del centro. E magari assaggiate qualcosa di tipico come il chichì ripieno, una focaccia farcita con tonno, alici, capperi e peperoni, molto amata nella tradizione locale.
Ripatransone: il belvedere del Piceno
Proseguendo tra le colline del Piceno il paesaggio diventa sempre più aperto. La strada attraversa campi coltivati, vigneti e piccoli borghi che compaiono all’improvviso sulle sommità delle colline. Dopo pochi chilometri raggiungerete Ripatransone, uno dei centri più panoramici di questa parte delle Marche. Non a caso Ripatransone è spesso chiamata il belvedere del Piceno: la sua posizione permette di osservare un paesaggio molto ampio che va dalle colline fino al mare Adriatico.
Entrate nel centro storico attraversando una delle porte medievali e prendetevi il tempo di camminare senza fretta tra vicoli, scalinate e piccole piazze. Uno dei luoghi più significativi del borgo è la piazza su cui si affaccia la Concattedrale dei Santi Gregorio Magno e Margherita, il duomo cittadino costruito e ampliato nel corso dei secoli. Ripatransone fu sede vescovile per diversi secoli: nel 1571 papa Pio V istituì qui una diocesi, evento piuttosto insolito per un borgo di queste dimensioni.
Passeggiando tra le stradine incontrerete anche una delle curiosità più note del paese: il vicolo più stretto d’Italia. È nascosto tra le case del centro e misura poco più di quaranta centimetri nel punto più stretto. Seguite i piccoli cartelli che indicano il percorso: trovarlo è parte del divertimento.
Continuando la passeggiata raggiungerete alcuni punti panoramici lungo le mura del borgo. Da qui lo sguardo si apre sulla campagna e, nelle giornate limpide, arriva fino al mare Adriatico.
Prima di ripartire fate una sosta in uno dei bar del borgo per un caffè o un aperitivo. Sedersi qualche minuto nella piazza principale è il modo migliore per respirare l’atmosfera tranquilla di questo borgo e godersi con calma il paesaggio che lo circonda.
Grottammare: tra borgo storico e Riviera delle Palme
Continuando verso la costa, il paesaggio cambia lentamente. Le colline si abbassano, l’orizzonte si apre e all’improvviso compare il mare. È qui che si trova Grottammare, una delle località più eleganti della Riviera delle Palme.
Prima di raggiungere il lungomare, salite verso Grottammare Alta, il borgo storico che domina la città dall’alto e che fa parte dei Borghi più belli d’Italia. Lasciate l’auto poco fuori dalle mura e continuate a piedi: in pochi minuti entrate in un intreccio di vicoli, archi e piccole piazze dove il tempo sembra scorrere più lentamente.
Camminando senza fretta tra le stradine del borgo incontrate la Chiesa di Santa Lucia, costruita alla fine del Cinquecento per volontà di Sisto V nel luogo dove sorgeva la casa della famiglia Peretti e dove nel 1521 nacque il futuro pontefice. È uno degli edifici più importanti del borgo e racconta il legame tra Grottammare e uno dei papi più influenti del Rinascimento.
Proseguendo tra le vie del borgo arrivate in Piazza Peretti, il cuore del borgo. Qui si affaccia anche il Teatro dell’Arancio, elegante teatro storico costruito alla fine del Settecento. Fermatevi qualche minuto vicino al loggiato del teatro: da qui il borgo si apre verso la costa e lo sguardo corre lungo la Riviera delle Palme e il mare Adriatico.
Prima di lasciare il borgo continuate la passeggiata verso le mura e raggiungete il Torrione della Battaglia, una torre difensiva del Cinquecento costruita per controllare la costa e difendere il borgo dalle incursioni dal mare. Anche questo è un punto privilegiato da cui godersi il panorama prima di scendere verso il lungomare.
Dopo aver esplorato il borgo, scendete verso il lungomare di Grottammare, dove la passeggiata tra palme, giardini e spiaggia accompagna lo sguardo lungo tutta la Riviera.
Se è quasi ora di cena, scegliete uno dei ristoranti sul mare e lasciatevi guidare dai piatti di pesce della tradizione locale. Il brodetto alla sambenedettese, ad esempio, è uno dei più rappresentativi della costa del Piceno. Dopo i borghi e le colline attraversate nei giorni precedenti, sedersi davanti al mare è il modo perfetto per concludere questo itinerario.