Dentro il canyon delle Marmitte dei Giganti
Iniziate da qui, nell’entroterra marchigiano, dove l’acqua ha scavato la roccia creando un paesaggio inaspettato. Nel tratto del fiume Metauro tra Fossombrone e Calmazzo, le Marmitte dei Giganti sono un canyon naturale modellato nel tempo: pareti verticali che in alcuni punti raggiungono i 30 metri di altezza, cavità circolari scavate dalla corrente e un’acqua limpida che riflette la luce in modi sempre diversi.
Qui diverse realtà locali organizzano escursioni in kayak e canoa, con possibilità di noleggio e accompagnamento. Il ritrovo avviene generalmente nei dintorni di Fossombrone, da cui si scende a piedi lungo un sentiero fino al fiume, all’ingresso del canyon.
Il percorso è semplice e lineare, adatto anche a chi è alla prima esperienza: non ci sono rapide o correnti impegnative, e prima di entrare in acqua viene fornita una breve introduzione per prendere confidenza con la pagaia e muoversi in sicurezza. La pagaiata si sviluppa in un tratto breve ma intenso: circa 1–2 chilometri complessivi tra andata e ritorno. In alcuni punti la gola si restringe e diventa più ombreggiata, in altri si apre lasciando spazio alla luce e a piccole soste lungo le sponde. L’acqua è generalmente calma, ma nei tratti più incassati può raggiungere profondità importanti, fino a circa 10–15 metri.
Non serve avere fretta: lasciatevi accompagnare dal ritmo del fiume, fermatevi quando il paesaggio invita a farlo e, se la stagione lo consente, concedetevi un bagno. Indossate scarpe che si possano bagnare, portate un cambio asciutto e una giacca leggera: anche nelle giornate più calde, tra le pareti rocciose la temperatura può essere più fresca.
Lungo le falesie del Monte Conero
Dopo il canyon, spostatevi verso la costa e raggiungete la Riviera del Conero, uno dei tratti più sorprendenti dell’Adriatico, fatto di falesie alte, acque limpide e spiagge raggiungibili solo via mare. Qui vi aspetta Portonovo: arrivate nelle prime ore del mattino, quando il mare è più calmo e la luce accende i colori della costa, e cominciate la vostra escursione pagaiando lungo la baia; poi superate il piccolo molo e dirigetevi verso sud.
I primi riferimenti arrivano quasi subito: la Torre De Bosis, che domina la costa, e la Chiesa di Santa Maria di Portonovo, raccolta e affacciata sul mare. Proseguendo, vi avvicinate allo scoglio della Spiaggia della Vela e alle prime grotte e calette ai piedi del monte, dove il bianco della roccia incontra l’acqua trasparente. Continuando verso sud, il paesaggio diventa sempre più selvaggio fino alla Spiaggia dei Gabbiani, più raccolta e perfetta per una sosta tranquilla. Poco oltre si apre la Spiaggia delle Due Sorelle: i due faraglioni che emergono dall’acqua, visti dal kayak, restituiscono tutta la forza scenografica di questo tratto di costa.
Fermatevi quando vi sentite di farlo, lasciatevi galleggiare, entrate in acqua: qui il ritmo lo decide il mare. Quando è il momento, riprendete la pagaia e rientrate verso Portonovo, seguendo la stessa linea di costa con uno sguardo diverso, più lento. Scegliete kayak sit-on-top, più stabili e intuitivi, e portate con voi acqua, cappello, crema solare e scarpe da scoglio. Una sacca stagna vi aiuterà a proteggere gli oggetti essenziali: per il resto, lasciate spazio solo al paesaggio.
Il ritmo lento del Lago di Fiastra
Dopo il mare, lasciate la costa e dirigetevi verso l’entroterra, fino ai Monti Sibillini. In circa un’ora e mezza di auto da Portonovo raggiungete il Lago di Fiastra, in provincia di Macerata, dove il paesaggio cambia ancora una volta e il ritmo si fa più disteso.
Qui l’acqua è ferma, ampia, dai riflessi che variano tra il verde e il turchese. Pagaiando lungo le rive potete raggiungere piccole spiagge selvagge, avvicinarvi alle formazioni rocciose della Ruffella, uno dei tratti più suggestivi del lago, e spingervi verso l’area in cui il fiume Fiastrone entra nel lago, tra vegetazione più fitta e tratti ombreggiati.
La pagaiata è semplice e adatta anche a chi è alla prima esperienza: non ci sono correnti e potete muovervi liberamente, scegliendo quanto allontanarvi e dove fermarvi. Il lago si presta a uscite di uno o più chilometri, alternando momenti in acqua a soste lungo le sponde e a un bagno nelle acque limpide, anche se spesso fresche anche in estate.
Nei pressi del lago sono presenti punti noleggio e realtà locali che permettono di vivere l’esperienza in autonomia o con accompagnamento. Partite al mattino, quando il lago è più calmo e la luce è più morbida, e portate con voi l’essenziale: acqua, protezione solare e scarpe adatte anche a fondali irregolari. Qui non serve arrivare da qualche parte. Dopo due giorni in movimento, è il momento di rallentare davvero e chiudere il viaggio tra riflessi e silenzi.