Quartiere San Pellegrino a Viterbo: passeggiata nel Duecento tra profferli e case a ponte
Il Quartiere San Pellegrino è il cuore medievale di Viterbo, uno dei quartieri duecenteschi più estesi e meglio conservati d'Europa. Si entra da Piazza San Carluccio e si cammina lungo vicoli di peperino e basalto — le pietre vulcaniche grigie della Tuscia — che hanno mantenuto l'aspetto del XII-XIII secolo praticamente intatto. Niente aggiunte rinascimentali o barocche: qui il Medioevo è rimasto dov'era.
Profferli, richiastri, case a ponte
Tre parole che si imparano subito. Il profferlo è la scala esterna in pietra che sale lungo la facciata fino al primo piano — dove si abitava — mentre al piano terra c'era la bottega. Il richiastro è il cortile interno su cui affacciano più case, una sorta di condominio medievale. Le case a ponte collegano due edifici ai lati opposti della strada con un passaggio sospeso, creando archi sotto cui si cammina. Tutto costruito in blocchi di pietra lavica, senza intonaco. L'effetto è un continuo gioco di ombre, archi e scalinate.
Piazza San Pellegrino
L'asse principale sbuca nella piazza centrale, il fulcro del rione. La Chiesa di San Pellegrino, documentata dal 1045 come dipendenza dell'Abbazia di Farfa, fu restaurata in stile neogotico nel 1889 e ricostruita dopo i bombardamenti del 1944. Accanto domina il Palazzo degli Alessandri, salvato nel 1252 da una bolla di papa Innocenzo IV che ne vietò la demolizione.