Chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Viterbo: dai profughi di Ferento ai Cavalieri di Rodi
La Chiesa dei Santi Faustino e Giovita si affaccia sull'omonima piazza nel centro storico di Viterbo. Documentata dal 1226, era in origine una modesta costruzione romanica annessa alla Prioria di San Luca, circondata da orti. Il quartiere si sviluppò dopo il 1172, quando i Viterbesi distrussero la vicina Ferento: molti profughi si stabilirono qui, portando con sé il culto dei due martiri bresciani — devozione diffusa dai Longobardi in tutta l'Italia centro-settentrionale.
I Cavalieri di Rodi e la Madonna di Costantinopoli
Nel 1523 i Cavalieri Gerosolimitani, sfuggiti all'assedio turco di Rodi, ottennero da papa Clemente VII di risiedere alla vicina Rocca dell'Albornoz. Il Gran Maestro Filippo Villiers de l'Isle-Adam scelse San Faustino come chiesa dell'Ordine. Nel febbraio 1524 vi furono esposte le reliquie salvate dall'isola egea, tra cui l'icona bizantina della Madonna di Costantinopoli. Quando nel 1527 i Cavalieri lasciarono Viterbo per stabilirsi a Malta, donarono alla chiesa la venerata immagine, ancora oggi custodita nell'abside sinistra.
Il rifacimento settecentesco
L'edificio attuale è frutto della ricostruzione del 1759, su progetto dell'architetto Giuseppe Antolini. L'interno a tre navate, con pilastri architravati e archi a tutto sesto, conserva opere di pittori viterbesi come Vincenzo Strigelli e Anton Angelo Bonifazi.