Promontorio villa Tiberio e costa Torre Capovento-Punta Cetarola: il Monumento Naturale sulla Riviera di Ulisse
Tra Sperlonga e Punta Cetarola, 82 ettari di terra e 33 di mare protetti dal 2002 come Monumento Naturale. È la Riviera di Ulisse nella sua versione più letterale: falesie a strapiombo, acque trasparenti, grotte che si aprono sul Tirreno, e le Isole Pontine all'orizzonte nelle giornate limpide. L'area è gestita dall'Ente Parco Riviera di Ulisse.
Il capriccio dell'imperatore
Tiberio scelse questa costa perché ci si era già insediata la famiglia materna, forse il nonno Aufidio Lurco. La villa del I secolo a.C. venne ampliata fino a trasformare una grotta naturale in sala da pranzo imperiale: una peschiera con isola artificiale al centro, una piscina circolare di 12 m, ninfei con giochi d'acqua. Intorno all'acqua, quattro gruppi scultorei monumentali raccontavano le avventure di Ulisse: Polifemo accecato, Scilla che divora i compagni, il Ratto del Palladio, Ulisse che trascina Achille. Li firmarono gli stessi scultori rodii del Laocoonte vaticano — Agesandro, Atenodoro, Polidoro.
La scoperta del 1957
Per quasi duemila anni il complesso è rimasto dimenticato. Poi, nel 1957, i lavori per la via Flacca hanno riportato alla luce oltre 15.000 frammenti marmorei. Il Museo Archeologico Nazionale, aperto nel 1963 accanto agli scavi, li custodisce oggi.
Lungo la costa
Il sentiero prosegue verso sud tra macchia mediterranea, pini d'Aleppo e palma nana. A 3 km si incontrano i ruderi di Torre Capovento, torre di avvistamento del 1532 contro i Saraceni, recentemente crollata. Oltre, le falesie di Punta Cetarola, area marina protetta WWF.