Museo delle Terre di Confine a Sonnino: briganti, frontiere e identità
Sonnino fu per secoli l'ultimo baluardo dello Stato Pontificio verso il Regno di Napoli. Questa posizione ne ha plasmato l'identità: economia pastorale, conflitti territoriali, brigantaggio. Il Museo delle Terre di Confine a Sonnino esplora un tema insolito: il significato storico e antropologico del confine. Inaugurato il 26 luglio 2008 nel settecentesco Palazzo Mancin. L'allestimento è multisensoriale: scenografie, drammatizzazioni, installazioni interattive.
Il percorso espositivo
Il percorso si divide in quattro sezioni. La prima, "Terra di confine perché?", introduce la specificità culturale del luogo. La seconda, "Patrimonio rappresentato/territorio vissuto", è dedicata alla Processione delle Torce, una fiaccolata notturna lungo i confini comunali, forse erede degli Ambarvalia romani. La terza presenta tre "Personaggi di frontiera": Maria Grazia, moglie di brigante e soggetto ricorrente nella pittura di genere; Antonio Gasbarrone, brigante leggendario; il cardinale Giacomo Antonelli, soprannominato il "Richelieu italiano" di Pio IX. Chiude "Parole e immagini dell'Altrove", sulle percezioni contemporanee del territorio.