Porta Saracena e le Mura Ciclopiche di Segni: 5 km di storia
Porta Saracena è il simbolo di Segni, cittadina situata alle porte di Roma con due millenni di storia alle spalle. Si apre lungo la cinta muraria in opera poligonale dell'antica Signia — poco più di 5 km di blocchi enormi, ancora intatti e visitabili per quasi tutta la loro estensione. Sono le cosiddette Mura Ciclopiche, diffuse nel Lazio meridionale, e ancora oggi lasciano di stucco per le dimensioni dei blocchi e per le leggende sulla loro origine.
Come costruivano le Mura Ciclopiche
I blocchi venivano cavati subito a monte della linea dove serviva il muro. Gli operai conficcavano cunei di legno nella roccia, li bagnavano e aspettavano: il legno si dilatava e staccava la pietra. Dopo una prima sbozzatura, i blocchi scivolavano su rulli lungo il pendio fino al punto di posa. Lì venivano sagomati per incastrarsi con quelli già in opera, montati e lisciati.
Porta Saracena e le altre porte della città
Lungo il circuito si aprono diversi ingressi: Porta Foca, Porta dell'Elcino, Porta Maggiore e — la più nota — Porta Saracena. Ci sono anche le "posterule", aperture secondarie per uomini e bestiame. Tutte seguono uno schema difensivo preciso: in caso di assedio, i difensori potevano colpire gli assalitori con un tiro incrociato, di fronte e di lato.
Il Parco Archeologico
Il percorso delle mura rientra nel Parco Archeologico Urbano Diffuso "Segni Città Museo", istituito nel 2020.