Torre Longobarda a Poggio Catino: l'avamposto pentagonale del Ducato di Spoleto
Alla fine del VII secolo i Longobardi del Ducato di Spoleto fondano il castrum di Catino, frazione di Poggio Catino, come avamposto sul confine con il Ducato Romano. La posizione è strategica: da qui si controlla la via Tancia, strada alternativa alla Salaria che collegava la bassa Sabina a Rieti. I Longobardi costruiscono una rocca con torre di avvistamento sulla cima del borgo. La Torre Longobarda è ancora lì, ed è il monumento più riconoscibile della Sabina reatina.
La struttura pentagonale
La torre è alta oltre 20 m, con una pianta pentagonale insolita — il vertice acuto punta a nord-est. La muratura è in pezzame di pietra a fitta tessitura, con spigoli in pietra scalpellinata perfettamente regolari. La struttura si restringe verso la sommità su quattro livelli. Della rocca restano la torre, la cortina muraria sul lato est e due torrioni d'angolo ben conservati. Il resto è in stato di rudere, ma l'impianto fortificato si legge ancora bene dall'alto.
La funzione militare
Un fortilizio come quello di Catino si spiega solo con un compito strategico di primo piano. La fara longobarda — un gruppo di guerrieri legati da vincoli parentali — si è insediata qui per controllare il passaggio verso Rieti e il confine con i territori pontifici. La torre serviva per avvistare movimenti nemici lungo la valle e comunicare con le altre fortificazioni della zona. Nel panorama della Sabina è un caso unico per tipologia costruttiva, accuratezza muraria e stato di conservazione.