Chiesa di Sant'Antonio Abate a Nerola: l’antica parrocchia fuori le mura della Sabina romana
La chiesa di Sant'Antonio Abate si trova a settentrione di Nerola, fuori le mura castellane, nella Sabina romana, ed è stata la parrocchiale del paese fino al 1550 circa. Sant'Antonio Abate è, con San Giorgio e San Sebastiano, uno dei tre patroni del paese.
Da parrocchiale a chiesa cimiteriale
Intorno al 1550 il titolo di parrocchia è passato alla chiesa di San Giorgio. Da quel momento Sant'Antonio Abate ha mantenuto solo le funzioni cimiteriali. Il camposanto stava sul lato sinistro, fuori dall'edificio. Alla chiesa pensavano i "santesi" dell'ospedale — persone delegate alla cura dei beni ecclesiastici — mentre al cimitero provvedeva il Comune.
Tre cappelle, affreschi e una botola
All'interno c’erano tre cappelle. Sull'altare maggiore, una statua lignea di Sant'Antonio Abate. La volta dell'abside e le pareti laterali erano dipinte con figure di santi, tra cui Sant'Antonio da Padova e San Francesco d'Assisi. La terza cappella non aveva l’altare: c'era una botola sulla fossa sepolcrale dei pellegrini, verso l'orto di Campanelli. Nel campanile a vela c’era una campana fusa nel 1597.
La chiusura e i restauri sbagliati
Nel 1888 la chiesa è stata chiusa al culto per il degrado ormai estremo. La facciata a capanna aveva una porta centrale con lunetta — chiusa in tempi recenti, lasciando l'ambiente buio. L'ultimo restauro ha coperto gli antichi affreschi con intonaco bianco e alterato la struttura originaria. Un intervento che, più che conservare, ha cancellato.